SPOT INVERNALE: BUCHE PROFONDE

SPOT INVERNALE: IL FREDDO VI HA SEMPRE INTIMIDITO, MA QUEST’ANNO VOLETE AZZARDARE?

SPOT INVERNALE: SIETE ALLA RICERCA DI UNO SPOT DOVE CALARE LA LENZA DURANTE L’INVERNO? LE COSIDDETTE “POZZE” D’ACQUA FANNO AL CASO VOSTRO!

Come l’anno scorso, è arrivato il momento di parlare della pesca in inverno!

Alcuni di voi sicuramente si ricorderanno l’articolo pubblicato proprio a dicembre 2017: “Pescare in inverno: hotspots”. Se ve lo siete persi, andate subito a dare un’occhiata! Troverete ottime dritte per sfidare i nostri avversari durante questa stagione gelida!

Per continuare su questo filone, oggi vogliamo darvi qualche ulteriore  suggerimento per affrontare il freddo e il gelo dell’inverno e continuare la nostra passione anche se sembra di stare in Lapponia con Babbo Natale!

Vogliamo parlarvi di un posto presente nella maggior parte dei fiumi padani, dove il pesce ama stazionare in questa stagione! Uno spot particolare che ci ha sempre regalato grandi soddisfazioni e dove i risultati non sono mai mancati!

Stiamo parlando di quelle zone in cui si crea una buca molto profonda che genera un rallentamento dell’acqua, una corrente lenta o quasi ferma. In altre parole: una zona perfetta, dove tanti pesci decidono di trascorrere l’inverno. Ed è proprio in queste aree che ci posizioniamo per andare alla ricerca di grandi soddisfazioni!

Spot invernale Spot invernale Spot invernale

SPOT INVERNALE: QUALI SPECIE PUNTIAMO A CATTURARE?

In questi spot è possibile trovare tantissime specie ittiche differenti. Ovviamente non dimentichiamoci che siamo in inverno e dunque la taglia di questi pesci non è mai piccola. Le specie che tendenzialmente andiamo a scovare sono cavedani, pighi e barbi… e se siamo fortunati, magari qualche bella regina o addirittura qualche bella tinca.

SPOT INVERNALE: ACQUE FREDDE, PROFONDE E LENTE, MA COME AFFRONTARLE?

Stiamo parlando di zone con buche profonde superiori ai 5 metri, che in alcuni casi possono superare anche i 6/7 metri di fondo. Vista la profondità delle acque, occorrerà attrezzarci di conseguenza. Per questo motivo, dobbiamo scegliere delle bolognesi abbastanza lunghe in modo tale da far arrivare l’esca sul fondo del fiume. Per effettuare un lancio senza incorrere in fastidiosi ingarbugliamenti, l’ideale sarebbe tenere sempre un metro di distanza tra il galleggiante e il cimino della canna. Ad esempio, in buche profonde 6 metri, l’ideale sarebbe utilizzare una bolognese da 7 metri. Per un fondo da 7 metri, una bolognese da 8… e così via.

MONTATURE

Quando decidiamo di affrontare delle buche molto profonde e con acqua ferma, preferiamo utilizzare montature molto sensibili in grado di segnalarci anche i più timidi tocchi dei nostri avversari. Come mai? Semplicemente perché utilizzando delle montature maggiori, potrebbe capitare di non riuscire a percepire le abboccate dei nostri avversari, di ferrare con qualche attimo di ritardo e perdere il pesce… Pertanto, scegliamo sempre dei galleggianti a goccia o affusolati di 1 gr, o al massimo di 2 gr. Queste grammature ci sembrano un buon compromesso tra leggerezza e affondamento dell’esca in tempi abbastanza brevi. Per quanto riguarda la taratura del galleggiante, dovrà essere molto aperta: a partire dalla girella dobbiamo posizionare i piombi distribuendoli in circa 1,5 o 2 metri di filo.  

COME LANCIARE L’ESCA?

Lo sappiamo! Lanciare un’esca con poco peso e tanto fondo non è un’impresa facile. Spesso anche lanciare poco più avanti da dove siamo posizionati diventa un’ardua impresa! Allora come possiamo rimediare?

Ecco due stratagemmi utilissimi:

  1. scegliere una lenza madre non superiore allo 0,14;
  2. creare un piccolo bulk di piombi che tari circa il 40-50% del galleggiante. 

Provare per credere!

TERMINALE

La parte più importante di tutta la montatura è il terminale che andrà scelto in base alla limpidezza dell’acqua. Il diametro ideale è uno 0,12 fluorocarbon, tuttavia in certe circostanze, occorre scendere anche ad un 0,10 o in casi eccezionali anche ad uno 0,09. Per fortuna l’inverno gioca a nostro favore. I nostri avversari sono più intorpiditi e la loro resistenza è meno vivace rispetto alla bella stagione. Grazie a queste condizioni, è possibile catturare pesci di ottima taglia anche con terminali così leggeri.

AMO

Per effettuare questa pesca, scegliamo di utilizzare un amo del 20 al carbonio, perfetto per ingannare i barbi, carpe, ma anche gli astuti cavedani. Come esca, innescheremo un bel bigatto capace di attirare sempre l’attenzione dei nostri avversari! L’innesco della larvetta va sempre effettuato a metà e ricordatevi di utilizzare sempre ami senza ardiglione!

SPOT INVERNALE: AZIONE DI PESCA

Passiamo dalla teoria alla pratica! Siamo giunti sul nostro spot: come pescare? La tecnica che usiamo è molto semplice e si riassume in questi 4 semplici passaggi:

  1. misurazione del fondale;
  2. lancio;
  3. pasturazione;
  4. invito dell’esca.

Una volta trovato il fondo giusto, non ci resta che lanciare la nostra esca davanti a noi. Successivamente iniziamo con la pasturazione, effettuando due o tre fiondate di bigattini proprio sopra il nostro segnalatore. Le fiondate dovranno essere effettuate ad ogni successivo lancio della nostra esca!

SPOT INVERNALE: Perché fiondiamo e non incolliamo?

Abbiamo notato che scegliere questa pasturazione rende molto di più rispetto alla creazione di piccole palle di bigatti incollati. Molto probabilmente la discesa lenta delle nostre esche ed il loro continuo appoggiarsi sul fondo stimolano maggiormente l’istinto predatorio dei nostri avversari, inducendoli più facilmente all’abboccata!

Un’altra azione da effettuare per invogliare l’abboccata dei nostri avversari è il cosiddetto invito! Consiste nell’alzare il nostro segnalatore di un metro dal pelo dell’acqua così da staccare l’esca dal fondo. A questo punto l’esca effettuerà una nuova calata verso il fondale e non appena arriverà sul fondo, ecco che per magia potrebbero arrivare anche le prime abboccate! Quindi occhio sempre al segnalatore!!

 

Ogni quanto effettuare l’invito?

A questa domanda non c’è una risposta precisa. In base alla nostra esperienza, occorre fare un invito ad intervalli costanti di 2-3 minuti al massimo. Mi raccomando controllate spesso la vostra esca, perché un bigatto vispo rende molto di più rispetto ad uno completamente immobile!

Conclusione

Nella mente dei pescatori alle volte balena questa idea: “i pesci più grossi stazionano sicuramente in mezzo al fiume, sarebbero degli stupidi a stare vicino alla riva dove c’è gente, c’è rumore ecc…!”.  È il momento di sfatare i luoghi comuni! I pesci ci possono sorprendere e talvolta pinneggiano proprio nel sottoriva ad un passo da noi!

Il nostro consiglio in questo periodo dell’anno è: se vedete una buca profonda davanti a voi, con un buon fondale e un bel giro d’acqua… sfruttatela… e buon divertimento!

 

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2 Risposte

  1. Luigi ha detto:

    Come possible pesca really a castl nuovo docca d’adda ,con una bolognese da 7mt Che montatura posso fare? Grazie

     
    • webmaster ha detto:

      Ciao Luigi, Castelnuovo Bocca D’Adda è famosa per i suoi barbi invernali! Per tale ragione ti consiglio di effettuare una montatura abbastanza pesante che porti nel più breve tempo possibile la tua esca sul fondo e ti consenta di effettuare una costante trattenuta durante la passata. Una montatura standard può essere la seguente: galleggiante a pera rovescia della portata di 6 gr, tarato con una torpille da 5gr posta a circa 40 cm dalla girella. La restante portata del segnalatore deve essere tarata con dei piccoli piombi del n°7 disposti nei 40 cm che separano la torpille dalla girella. Come terminale io utilizzerei un fluorocarbon dello 0,12/0,14 con un amo del n°16 o 14 senza ardiglione. Come esca un bel fiocco di bigatti! Ovviamente la portata del galleggiante può essere anche ridotta o aumentata a seconda del livello dell’Adda, ma la costruzione non cambia.

       

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