Prima pescata dell’anno

Prima pescata dell’anno: super attesa

Prima pescata dell’anno, ma l’ultima prima del coronavirus

È una domenica di quelle ricche di ansia e di inquietudine. Stasera il Presidente del Consiglio firmerà l’ennesimo decreto e forse ancora una volta ci saranno delle restrizioni. È tutta mattina che giro per casa irrequieta, sposto le sedie, mi rigiro, faccio un salto in giardino… devo aver stressato talmente Simo che ad un tratto salta su e mi dice: “senti basta Lau, prendiamo due canne fisse e andiamo a pescare!”. Mi sembra un’ottima idea, tanto star qua a girarsi i pollici non è per niente produttivo e, complice quest’aria primaverile, non me lo faccio dire certo due volte.

Prima pescata dell’anno: un po’ in anticipo

Non era previsto, avrei aspettato ancora qualche settimana prima di lanciarmi in una nuova sfida! Ultimamente, il cappotto aleggia nell’aria come uno spettro birichino! Però, la giornata si presta benissimo e forse anche l’acqua si è un po’ scaldata, è il momento di provare. Nella speranza di catturare almeno un pescetto mi affido a Simo che durante la stagione fredda non si ferma mai.

Prima pescata dell’anno: la scelta dello spot

Incuriosita ed impaziente chiedo a Simo dove ha intenzione di pescare. Propone l’Adda, ma per me questo vuol dire solo una cosa: temperature basse e pesci poco attivi. La mia reazione si legge palesemente in faccia, ma Simo rassicura: “Tranquilla! Ti porto in un posto magico con acque basse dove il pesce è attivo e sicuramente risponderà alla nostra pasturazione. Abbiamo scritto un articolo proprio sulle acque basse tempo fa ricordi?”. Se Simo dice che prenderemo un pesce, il cappotto è sicuramente scongiurato!

Prima pescata dell’anno: la montatura

Ok, posto scelto, ma come intendiamo pescare? Lo spot scelto non ha molto fondo, per cui pescheremo in un metro d’acqua scarso e dobbiamo impostare una montatura leggera che renda la presentazione dell’esca il più naturale possibile, ma nello stesso tempo mantenga l’esca sul fondo. Per far questo pescheremo con un galleggiante da mezzo grammo e una piombatura a bottoni di camicia concentrata in poco spazio lasciando un terminale di 25 cm dello 0,10 libero di svolazzare durante tutta la passata a cui legheremo un amo dello 0,22 senza ardiglione. Come esca un bel bigattino!

Prima pescata dell’anno

Inizio, lancio in acqua la lenza e aspetto pazientemente che il mio galleggiante scivoli naturalmente seguendo la corrente.

Rilancio… di nuovo! Sbaglio qualcosa, alloro provo a trattenere il galleggiante in maniera corretta evitando di creare la cosidetta “pancia del filo”. Ok sono un po’ arrugginita, ma mica posso farmi fregare! E via: allora inizio ancora con più tenacia e insisto! Ecco la prima, abboccata! Un bel pigo foto di rito e rilascio subito! Passano forse 15 minuti ed ecco che un altro pesce ha deciso di assaggiare la mia esca, un altro bel pigoLa giornata ha preso un’ottima piega e le catture si susseguono a perdi fiato! Fino a che arriva la sorpresa, sto chiacchierando amabilmente con Simo che mi racconta di quella volta che pescando ha preso per sbaglio una tartaruga ahahah sto terminando la passata, faccio per tirare su la canna e non ci posso credere, ho agganciato qualcosa! Un tuffo al cuore, La tachicardia… ecco le emozioni più belle! E grido una carpa! Simo mi corre in aiuto, ma l’avversaria era troppo grossa per la mia 5 metri dopo pochi attimi riesce a liberarsi… Ho pensato questa mi avrà sicuramente rotto! Ma con sorpresa mi accorgo che si è sganciata! Mannaggia! Simo mi spiega che molto probabilmente con l’amo troppo piccolo non sono riuscita ad agganciarla bene.

Prima pescata dell’anno: ma Simo che fa?

Io pesco più a valle, mentre Simo ad ogni passata lancia i bigattini e passa il tempo a prendermi in giro quando si agganciano delle piccole arborelle. Dopo aver perso la carpa, decide di cambiar tecnica, pescando appoggiato sul fondo, ma nonostante i nostri sforzi non siamo riusciti ad acchiappare una bella regina! Fa nulla sarà per la prossima volta!

 

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