PESCARE LE TINCHE DEL FIUME ADDA

PESCARE LE TINCHE EXTRALARGE DEL FIUME ADDA? MISSION POSSIBILE!!! IL COCKTAIL PERFETTO? RICERCA, TECNICA, FATICA E GRANDE SODDISFAZIONE!

Pescare le tinche con la tecnica della passata è una delle esperienze più gratificanti che un pescatore possa provare! Tanta fatica che viene ricompensata dalla maestosità di questi pesci! Avere la meglio su un bestione che supera i 2-3kg di peso non è una passeggiata… ve lo assicuriamo!! Acchiappare le tinche non è per nulla semplice … chiunque voglia cimentarsi in questa pesca dovrà fare i conti con un pesce timido e lunatico, con particolari abitudini alimentari e un’abboccata non sempre decisa. Si dovranno affrontare fondali importanti, pescando rigorosamente radente il fondo e cercando di presentare l’esca sempre nel modo più naturale possibile!!

 

Siete pronti per questa sfida? Allora vediamo insieme come acchiappare questi stupendi ciprinidi!!

PESCARE LE TINCHE: CONOSCIAMO IL NOSTRO AVVERSARIO

Le tinche appartengono alla famiglia dei ciprinidi. Sono dei pesci schivi che pinneggiano solitamente nelle anse più profonde dei nostri fiumi. Sono tra i pesci più belli che vivono in acqua dolce. La loro livrea bruno-verdastra sul dorso si mescola al giallo del ventre donandogli un colore e una maestosità unica nel suo genere! La tinca è dotata di due baffi simili a quelli della carpa che hanno principalmente una funzione sensoriale. Il suo corpo è completamente ricoperto da un muco che la rende più scivolosa di una saponetta! Ricordiamoci sempre di portare con noi un ampio guadino così da evitare spiacevoli inconvenienti… e praticare un perfetto C&R!

Quando pescare le tinche?

Il periodo migliore per acchippare le tinche è sicuramente durante la bella stagione! Secondo noi, l’estate e l’autunno sono le stagioni migliori per puntare ai big ed effettuare diverse catture. In primavera e in inverno  è sempre meglio puntare ad altri ciprinidi!

PESCARE LE TINCHE: PRIMO OBIETTIVO RICERCA DELLO SPOT

Questa è sempre la parte più difficile, perché trovare un branco di tinche non è semplice soprattutto se si pesca a galleggiante! Per ottenere buoni risultati occorre sempre effettuare un’attenta osservazione del fiume! Se durante una passeggiata, con i vostri occhiali polarizzati, riuscite a scorgere una o due tinche di piccola taglia state pur certi che avete trovato il vostro spot!! Questi pesci sono gregari… quindi se ne addocchiate qualcuna, sicuramente  avete trovato un branco che aspetta solo voi!  Se non riuscite a scovarle visivamente, bisogna osservare attentamente il corso del fiume, perchè le tinche amano pinneggiare in fondali melmosi e ricchi di vegetazione, perciò il primo obiettivo è provare a calare la lenza in questi posti! Solitamente una bella lanca offre buone chance per trovare questi ciprinidi! Alle volte anche un bel canneto disposto lateralmente rispetto al corso del fiume ospita volentieri i nostri avversari! Se nel vostro spot non vedete canneti, allora è meglio scegliere le anse lente ricche di vegetazione acquatica, dove le tinche amano pinneggiare, poiché la vegetazione offre sempre riparo e nutrimento! Sono molti i punti dell’Adda in cui si riesce ancora a trovare questo splendido ciprinide, ma sta sempre a voi e alla vostra esperienza capire dove possono nascondersi! La ricerca alle volte può essere lunga e difficoltosa, eppure vi assicuriamo che la fatica sarà ampiamente ripagata!

PESCARE LE TINCHE A PASSATA

Pescare questi pesci con la bolognese e un galleggiante non è semplice, perché si pesca in acque lente, profonde, ricche di vegetazione e per vedere qualche abboccata bisogna essere precisi sia nella pasturazione sia nella presentazione dell’esca. Insomma: una bella sfida! Dopo aver individuato lo spot, un elemento essenziale è pescare nel con la giusta profondità. L’esca deve essere sempre radente il fondo, quindi è necessario studiare sempre il fondale prima di pescare. Questo per evitare di pescare proprio sopra le teste dei nostri avversari vanificando così la nostra uscita di pesca! La tecnica è semplice: una lenta passata radente il fondo. L’importante è lasciar appoggiare l’esca tra un rigiro d’acqua e l’altro, così da far individuare il nostro boccone e concedendo al nostro avversario i “giusti tempi di assaggio” …

 

PESCARE LE TINCHE: COSTRUIAMO LA GIUSTA MONTATURA

Per una buona sessione di pesca dobbiamo partire nel modo giusto. Per questo una corretta montatura è la base per avere buoni risultati!

Canna

La scelta della nostra bolognese è dettata dalla profondità in cui peschiamo. Facciamo un esempio:

  • se il nostro fondale si aggira intorno ai 6 metri di profondità, possiamo tranquillamente utilizzare una 7 metri;
  • se il fondale supera i 7 metri, dobbiamo ripiegare su una 8 metri.

L’ideale sarebbe avere sempre un metro di distanza tra il cimino della canna e il galleggiante così da manovrare senza problemi la lenza, evitando fastidiosi ingarbugliamenti! Se si pesca a lunghe distanze, consigliamo di non scendere sotto la lunghezza di 7 m. Infatti, quando il pesce abbocca, dobbiamo ferrare immediatamente! Se il monofilo crea la famosa “pancia”, potremmo rischiare di ferrare in ritardo con conseguente perdita del pesce.

pescare le tinche
Monofilo

La lenza madre che utilizziamo per questa pesca è uno0,16. Cerchiamo di non scendere sotto questo diametro, perché i nostri avversari sono dei veri testoni, mettono a dura prova tutta la nostra attrezzatura. Per questo motivo riteniamo che questa dimensione sia in grado di regalare un buon compromesso diametro/resistenza.

Galleggiante

Il “nostro amico galleggiante”, che ci segnala quando ferrare, dovrà essere scelto con particolari criteri. Le tinche hanno una tenacia davvero particolare e se utilizziamo sugheri troppo delicati, potremmo doverli sostituire durante la nostra sessione di pesca. Quando andiamo a caccia di tinche, optiamo per dei galleggianti a goccia con filo passante che offrono sicuramente una resistenza superiore rispetto a quelli con l’occhiello (se volete maggiori informazioni sulla scelta del galleggiante potete leggere questo articolo cliccando sul seguente link). Le dimensioni dei nostri segnalatori variano in base alla distanza in cui pinneggiano i nostri avversari. Tendenzialmente utilizziamo dei galleggianti che variano dai 2,5 ai 5 grammi. Usiamo la grammatura maggiore solamente in casi eccezionali, con condizioni estreme di pesca.

Montatura

La nostra montatura è costruita con l’intenzione di presentare la nostra esca nel modo più naturale possibile. Effettuiamo, quindi, una montatura a scalare disposta su circa 2 metri di lenza prima della girella. Creiamo un bulk di piombi posti a circa 2 metri dalla girella che tarino circa il 60-70% del galleggiante e successivamente inseriamo gli altri piombi, come da schema qui sotto.

Evitiamo di inserire una torpille secca, i migliori risultati li abbiamo ottenuti con la morbidezza della montatura e una buona distribuzione del peso.

Terminale

Consigliamo di non scendere mai sotto lo 0,10, a meno che non vogliate perdere in partenza! E’ possibile anche salire ad uno 0,12, ma deve essere rigorosamente in fluorocarbon. La lunghezza del terminale varia in base all’attività dei nostri avversari:

  • se i ciprinidi sono poco sospettosi e rispondono bene, possiamo montare un terminale abbastanza corto circa 30-40 cm,
  • se si dimostrano svogliati e timidi, dobbiamo allugare il terminale fino a 60-70 cm.
Amo

L’amo va scelto con particolare cura, perché le tinche hanno labbra carnose e la tipologia di esca che utilizziamo può variare. Sicuramente scegliamo degli ami storti al carbonio delle dimensioni del n.10/12. In particolare, se vogliamo utilizzare la pastura come esca, saliamo al n.8-6 così da creare un invitante boccone.

PESCARE LE TINCHE: QUALE ESCA UTILIZZARE?

Bene! Abbiamo costruito la nostra montatura, ma cosa utilizziamo come esca? Iniziamo con osservare lo spot: com’è stato pasturato finora?   E’ importantissimo verificare e capire quale esca viene solitamente scelta dai pescatori della zona e adeguarci di conseguenza! Nel fiume Adda va moltissimo la pastura di fondo rossa che viene spesso utilizzata dai pescatori locali e di conseguenza le tinche si sono un po’ abituate a questo aroma. Durante la bella stagione sconsigliamo vivamente  di innescare i bigatti . Il problema è la minutaglia! Infatti, se nel vostro spot pinneggiano dei codarossa, triotti o pighetti è la fine! Potete chiudere la canna e tornare a casa…  il vostro bigatto non arriverà mai sul fondale illeso… sarà inesorabilmente attaccato da questi pescetti e addio tinche! E quindi cosa possiamo fare?  Vi consigliamo di ripiegare su un bel boccone di mais! Quest’esca seleziona la taglia e riesce ad arrivare sul fondo senza essere attaccata dalla minutaglia!

Come comporre la pastura?

Dunque per 4/5 ore di pesca utilizziamo:

  • 1,5/2 kg di pane grattato;
  • 700/900 gr di pastura fondo rossa;
  • un vasetto grande di mais.
Come pasturare?

 Per fare un po’ di fondo e richiamare i nostri avversari iniziamo a lanciare circa 2-3 palle grandi come un’arancia. Successivamente, per tenere sempre attivo il branco, lanciamo ogni 20 minuti una pallina delle dimensioni di un mandarino,Se i tinconi sono in zona, non tarderanno ad arrivare!!

 

PESCARE LE TINCHE EMOZIONI UNICHE!

E’ inutile negarlo: il principale motivo per cui si pescano le tinche è la strenua lotta che ingaggiano una volta ferrate! I bestioni di 4-5 kg sono veramente degli ossi duri da portare in superficie e la lotta può durare anche 20-30 minuti. Testate e lunghe sfuriate sono le armi di difesa di questo ciprinide che cercherà in tutti i modi di spezzare l’esile terminale! Il nostro consiglio una volta ferrata una tinca è di tenere sempre la canna alta cercando di contrastare la resistenza del pesce, perché alcuni esemplari cercheranno di nascondersi in mezzo alle piante acquatiche e se ci riescono, l’esisto della sfida è scontato! La soddisfazione di aver preso questo maestoso ciprinide è unica e non vi pentirete mai di averlo tanto cercato!

 

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