PESCARE LE SAVETTE: ECCO I SEGRETI!

Pescare le savette sul Lario e sull’Adda è divertentissimo! Se siete alla ricerca di un combattimento vivace, immersi in un paesaggio incantevole, le savette del Lario fanno al caso vostro!

Pescare le savette del Lago di Como non è un’impresa difficile. Basta seguire alcuni semplici passaggi! Vediamo insieme come trascorrere delle giornate in completo relax, pescando questi meravigliosi pesci.

Caratteristiche delle Savette del Lario

Pescare le savetteLe Savette sono dei pesci che non popolano tutti i nostri corsi d’acqua. Sono rare e in alcuni luoghi addirittura sono scomparse del tutto. Le cause di questo spopolamento sono molteplici e purtroppo le conosciamo tutti. Senza entrare nel merito della questione, per chi di voi non ha mai avuto il piacere di incontrale, ecco qualche loro caratteristica. Hanno un corpo allungato e poco compresso, il muso è tozzo con una bocca infera e leggermente incurvata. Sono pesci gregari che vivono in grossi banchi. Questo significa che quando riusciamo a catturare un esemplare, sicuramente nelle vicinanze ce ne saranno altri!

Ma perché è così divertente andare a caccia di Savette?

Questo pesce, quando abbocca, offre una difesa energica! Infatti, quando viene agganciato ha la tendenza a mettersi di traverso opponendo una difesa vigorosa e molto frizzante, regalandoci delle bellissime emozioni!

Dove pescare le savette sul lago di Como?

Prima di tutto, bisogna andare alla ricerca del branco! Per farlo occorre passare qualche ora a visionare il nostro lago, osservando le zone dove potrebbero vivere questi pesci.

pescare le savetteGià, ma dove vivono? Il lago è grande… come le troviamo??

Ci sono tre elementi che dobbiamo assolutamente tenere in considerazione.

  1. Le alghe

Le savette amano pinneggiare tra le alghe. Per cui è sicuramente più facile scovarle in una zona ricca di vegetazione.

  1. Il movimento

Quando nuotano sul fondale, le savette hanno l’abitudine di girarsi sul fianco. Questo movimento scaturisce un piccolo flash, un segnale che tradisce la loro presenza!

  1. Osservare gli altri pescatori

Ovviamente osservare i pescatori della zona potrebbe darci un valido indizio della presenza di questi pesci. Se viene catturato un’esemplare sicuramente in quello spot c’è un branco che pinneggia indisturbato!

Per cui, come sempre, il nostro consiglio è quello di osservare bene il luogo e le condizioni, prima di iniziare a pescare in uno spot nuovo.

Quali sono le condizioni migliori per pescare le savette sul Lario?

Questa è una domanda a cui è difficile dare una risposta certa! Nella nostra esperienza abbiamo visto che il periodo migliore per catturarle è la primavera inoltrata, l’estate e l’inizio dell’autunno. Tenete in considerazione che già con l’inizio dei primi freddi tendono a sparire, senza lasciare traccia! In particolare per quanto riguarda il Lago di Como, il momento migliore per catturarle è quando il livello del lago inizia a diminuire. Questo perché con l’abbassamento del livello dell’acqua, diventa più facile raggiungere le zone in cui questi pesci pinneggiano e di conseguenza è più semplice catturarli!

Con quale tecnica è possibile pescare le savette del Lario?

La tecnica più idonea alla loro cattura resta la classica passata (se volete qualche informazione sulle montature e su questa meravigliosa tecnica di pesca potete cliccare su questo link). Dobbiamo creare una montatura leggera con piombatura a scalare dall’alto verso il basso, perché la toccata di questo pesce è piuttosto delicata e la ferrata deve essere immediata al minimo tocco!

pescare le savette pescare le savette  pescare le savette

Quale esca utilizzare per pescare le savette del Lago di Como?

Questi pesci si possono insidiare principalmente con due esche:

  • classici bigattini: utilizziamo un amo a gambo corto del 16 senza ardiglione legato a un terminale di circa 30-40 cm del diametro dello 0,09 -0,10; oppure,
  • fiocco di pane: quest’esca è davvero micidiale! Optiamo per degli ami a gambo lungo del num. 14-12 legati a un terminale leggermente più lungo ma in ogni caso non superiore ai 50 cm del diametro dello 0,09 – 0,10. La scelta di avere un terminale più lungo per la pesca a pane deriva dal fatto che durante la fase di trattenuta dell’esca si vuol riprodurre il classico “svolazzo” del fiocco di pane… e questo “svolazzo” è davvero irresistibile per questi pesci!

Come pescare le savette sul Lario?

pescare le savetteBene, abbiamo visto le caratteristiche di questo pesce, le sue abitudini, i momenti migliori per insidiarlo, la tecnica più idonea, l’esca da utilizzare, ora vediamo come impostare una sessione di pesca alla ricerca delle savette con il pane!

Il nostro consiglio è di effettuare una passata con una canna da 6/7 metri con o senza mulinello. Suggeriamo la scelta di una canna da 7 metri a mulinello, perché permette una trattenuta migliore dell’esca e quindi una ferrata più immediata al minimo tocco. La canna va preparata con una montatura leggera a scalare con un galleggiante a goccia da 1 a 3 grammi. La scelta del galleggiante varia a seconda della distanza che si vuole raggiungere e dell’eventuale corrente presente (se siete alla ricerca di maggiori informazioni inerenti la scelta del galleggiante, potete consultare il nostro articolo qui). Il terminale verrà legato tramite una girella tripla.

Bene creata la montatura, per una sessione di 4/5 ore occorre munirsi di:

  • 7 panini secchi o in alternativa 3 buste di Pancarrè contenenti ciascuna almeno 20 fette;
  • 1,5 kg di pane grattato;
  • 200 gr di pastura da fondo rossa (generalmente questa pastura non è la più indicata per pescare le savette, ma sul Lario è molto apprezzata!)

Preparazione della pastura

Innanzitutto dobbiamo mettere a mollo il pane secco, così da poterlo inzuppare completamente.

Una volta inzuppato, bisogna strizzarlo, fino a che non sarà completamente privo di acqua.

Nel frattempo, versiamo il pane grattato in una bacinella con i 200 gr di pastura, aggiungendo dell’acqua fin quando si riesce a creare con la pressione delle dita una palla.

In seguito, aggiungiamo a questo mix il pane umido che abbiamo appena preparato.

Una volta amalgamato il tutto, creiamo una “pallottola” delle dimensione di un’arancia.

Per farsì che la “pallottola” raggiunga il fondo, aggiungiamo anche dei piccoli sassi o in alternativa della ghiaia.

Nelle foto sottostanti potete vedere un esempio di pastura creata con il pancarrè.

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Per quanto riguarda la pasturazione, deve essere abbastanza sostenuta a inizio pesca, per attirare il branco. Successivamente dovrà essere costante e regolare. Il nostro consiglio è sempre di lanciare tre “pallottole” all’inizio della pesca e una/due ogni 30 minuti a seconda delle abboccate.

Come facciamo a capire se abbiamo creato una “pallottola” perfetta?

Semplice! Una volta gettata in acqua, non dovrà rimanere a galla. Il trucco sta nello strizzare bene il pane, creare una palla e aggiungerci nel mezzo un sasso. In questo modo il pane si spezza: una parte andrà direttamente sul fondo e una parte scenderà pian piano verso il fondale attirando le nostre savette.

Innesco del pane

Ma… quale tipologia di pane utilizzare? Molti utilizzano il pane a treccia francese e anche secondo noi è il migliore. Non tutti i panifici però lo producono e quindi spesso optiamo per il classico Panbauletto della Mulino Bianco, oppure per il pane bianco dei tramezzini (entrambi reperibili in qualsiasi minimarket). Quest’ultimi hanno una consistenza perfetta per un innesco a fiocco sull’amo. Per vedere come effettuare l’innesco potete vedere il video di seguito. Questo innesco lo utilizziamo principalmente per la pesca in mare ma è comunque valido per la pesca nelle acque interne.

Se le savette sono in zona, non tarderanno ad arrivare e il divertimento sarà assicurato!

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