PESCARE LE CARPE CON IL FREDDO

PESCARE LE CARPE CON IL FREDDO: Riuscire a prendere questi ciprinidi a passata non è mai semplice, soprattutto durante la stagione fredda

PESCARE LE CARPE CON IL FREDDO: Esiste un pesce che amiamo particolarmente pescare a bolognese, un pesce che ci affascina per la sua bellezza e per le sue potenti fughe… stiamo parlando della carpa.

Quando ero piccolo, la stagione di pesca durava solo pochi mesi all’anno. Iniziavo a pescare con mio padre in primavera per terminare con l’arrivo dell’autunno. Le prime timide uscite iniziavano solamente verso la metà di aprile, quando il tepore del sole iniziava finalmente a scaldarci e cominciavamo a pregustare i sapori dell’estate. Quando vedevo le prime bollate, probabilmente qualche cavedano che iniziava a muoversi sotto il pelo dell’acqua, era giunto il momento di rispolverare la fissa e tornare sulle sponde dei fiumi. Questo era il segnale, il mio via libera.

Le ultime uscite, invece, preannunciavano l’inizio della scuola e sapevo benissimo che da quel momento il tempo da dedicare alla pesca sarebbe stato molto meno, giusto qualche weekend sul fiume Adda prima di appendere le canne al muro in attesa dell’arrivo della bella stagione.

Naturalmente nei mesi successivi la pesca mi mancava tantissimo. All’epoca ero convinto che il pesce andasse in letargo e che quindi ogni tentativo di uscita fosse del tutto vano… insomma per me pescare in inverno significava solo prendere del gran freddo. Difficile dare torto ad un giovane amante della canna fissa che trascorreva le sue giornate sull’Adda alla ricerca di vaironi, alborelle, gobioni, scardole e cavedani.

PESCARE LE CARPE CON IL FREDDO

A ripensarci ora un po’ mi viene da sorridere: i pesci erano proprio lì ad aspettarmi, peccato che fossero troppo furbi e io troppo pigro e poco attrezzato per sfidare il freddo!

Onestamente l’inverno non mi ha mai attirato ad andare a pesca. Il freddo, il gelo, la brina, la neve e il venticello polare sono sempre stati ottimi deterrenti e l’idea di sfidarli, per poi magari trovarsi pure a fare un bel capotto, non mi ha mai stimolato. Oggi il pensiero è completamente cambiato e pescare in inverno è diventata una vera passione!

Una volta scoperti i pesci che puoi catturare in questa stagione, la voglia di uscire di casa e sfidare il freddo si trova sempre, anche nelle giornate più impervie. L’inverno è sicuramente il momento più difficile per praticare il nostro sport, ma è anche il periodo che riserva maggiori soddisfazioni. In più, se siamo anche così fortunati di trovare la giornata giusta, potremmo vivere una sessione di pesca che rimarrà nei nostri ricordi per molto, molto tempo.

PESCARE LE CARPE CON IL FREDDO: Regine, dove trovarle?

Le carpe sono pesci molto strani… ci sono giornate in cui la loro attività è frenetica e durante una sessione di pesca riusciamo a catturare anche una decina di esemplari, delle vere e proprie sessioni di palestra all’aperto, caratterizzate da continui combattimenti, spesso talmente estenuanti che ci fanno arrivare a fine giornata soddisfatti, ma stanchissimi. E poi vi sono giornate in cui non si riesce ad acchiapparne neppure una, sembrano come dei fantasmi che aleggiano nelle acque… e quindi sorge spontanea una domanda: perché?

Misteri dei fiumi e come ogni mistero è sempre difficile trovare una soluzione. Una cosa è certa però, a furia di provare e riprovare abbiamo imparato a cogliere dei segnali che ci permettono di capire se una giornata di pesca può essere più o meno produttiva. Un esempio? Dopo un periodo prolungato di siccità, basta l’arrivo di una piccola piena per portare questi pesci ad un’attività frenetica. Soprattutto in estate, dopo un breve temporale, è capitato tantissime volte di riuscire a catturare parecchi esemplari, complice anche l’acqua un po’ velata.

PESCARE LE CARPE CON IL FREDDO

Durante l’inverno, invece, il discorso cambia. Le carpe tendono a stazionare in zone precise del fiume. Un bel fondale con corrente lenta o magari con un bel giro d’acqua sono dei perfetti hotel 5 stelle che le nostre amiche non disdegneranno affatto. Ci sono altri hot spot invernali che regalano delle belle catture, come per esempio le zone riparate da ostacoli (alberi sommersi, sbarramenti).

Come sempre, quindi, il nostro primo consiglio è osservare attentamente il corso del fiume e scegliere una zona ben precisa in cui l’acqua rallenta e crea un buon fondale. Inoltre, non dimentichiamoci che per avere ancora più chances di incontrare questi ciprinidi durante l’inverno, l’ideale sarebbe scegliere dei piccoli corsi d’acqua. La portata minore di questi fiumi porta una concentrazione delle nostre avversarie in punti ben precisi e a quel punto sarà sicuramente più facile riuscire ad incontrarle.

PESCARE LE CARPE CON IL FREDDO: Esca in movimento

Una delle bellezze dell’inverno è sicuramente la scomparsa della minutaglia. Ogni volta che il galleggiante affonda, c’è sempre un avversario degno di nota dall’altra parte che farà di tutto per non essere guadinato. Durante questo periodo un’esca come il bigattino riesce ad attirare pesci che in estate andrebbero cercati sicuramente con esche alternative

Tra questi pesci, vi sono anche le regine che durante l’inverno non disdegnano affatto un bel ciuffo di bigatti ben presentato, un boccone facile e proteico che non passa certamente inosservato alle nostre avversarie. C’è un aspetto fondamentale in questa tipologia di pesca: mantenere sempre l’esca in movimento regala spesso grandissime soddisfazioni. Pertanto, è importantissimo evitare di tenere l’esca ferma sul fondo, al contrario cerchiamo sempre di muoverla e creare degli inviti continui, così da richiamare l’attenzione dei nostri avversari.

Non dimentichiamoci, però, che la corrente è un aspetto fondamentale ed imprescindibile dei corsi d’acqua, per cui è necessario adeguare la nostra attrezzatura di conseguenza.

PESCARE LE CARPE CON IL FREDDO: Corrente lenta

Quando ci troviamo in uno spot che presenta correnti lente, scegliamo di effettuare la classica passata, facendo scorrere il segnalatore verso valle, mantenendo sempre l’esca a stretto contatto col fondo. Per aumentare le probabilità di abboccata durante la passata, effettuiamo delle piccole trattenute che rallentano la corsa dell’esca verso valle. Durante la passata è possibile effettuare anche delle trattenute più sostenute che tendono a sollevare l’esca dal fondo, facendola svolazzare nel momento stesso in cui rilasciamo il galleggiante. Tale movimento crea dei continui sali e scendi dell’esca che attira sempre l’attenzione di questi ciprinidi.

Per quanto riguarda il galleggiante, scegliamo dei segnalatori a goccia del peso di uno o due grammi, in base al fondale e alla tipologia di corrente presente.

Per la montatura, invece, scegliamo dei piccoli piombi equidistanti disposti su un massimo di 60 cm di lenza e lasciamo almeno 30/35 cm di terminale libero da piombi. Questa montatura ha la caratteristica di portare l’esca sul fondo e di creare uno svolazzo molto invitante in fase di trattenuta. Ovviamente il distanziamento dei piombi può variare in base al fondo ed alla corrente presente nello spot.

PESCARE LE CARPE CON IL FREDDO: Corrente che porta in una morta

Questa corrente è tipica delle zone che si trovano in prossimità delle curve del fiume, in cui la corrente scorre maggiormente vicino alla parte più esterna, mentre, nella parte più vicina alla sponda si crea una sorta di giro d’acqua. In questo frangente, optiamo di far scorrere la nostra esca sul filo della corrente, lasciandola depositare nel rigiro d’acqua che si crea.

Quando l’esca raggiunge l’acqua ferma, effettuiamo dei piccoli inviti del galleggiante con lo scopo di sollevare la nostra esca dal fondo e per poi farla depositare nuovamente.

Utilizziamo dei galleggianti a goccia da 1 a 2 grammi, in base alla corrente/profondità. Tariamo i galleggianti con un piccolo bulk posto a circa 30 cm dall’asola e inseriamo due pallini del n. 8. Il primo pallino è posizionato a 10 cm dal bulk e il secondo è posizionato a 15 cm. Per quanto riguarda il terminale, anche in questo caso, scegliamo una lunghezza di 30/35 cm.

PESCARE LE CARPE CON IL FREDDO: Acqua ferma

Al contrario, se ci troviamo in presenza di acqua ferma, utilizziamo la tecnica del saltello. Scegliamo dei galleggianti affusolati di 1 grammo, tarati con un bulk di pallini posto a circa 20 cm dall’asola. Optiamo per un terminale più lungo, circa 40 cm. La tecnica è abbastanza intuitiva: facciamo saltellare l’esca continuamente sul fondo, creando dei continui sollevamenti del galleggiante. Dei veri e proprio inviti che produrranno un continuo svolazzamento dell’esca e che richiamerà in zona le nostre avversarie.

PESCARE LE CARPE CON IL FREDDO: Ami-terminali-pasturazione

Per quanto riguarda l’amo, non scendiamo mai sotto il n. 16 senza ardiglione che decidiamo di legare ad un buon 0,14 FC. Possiamo scendere ad uno 0,12, nel caso in cui le abboccate dovessero tardare ad arrivare. Viceversa, possiamo salire di ad uno 0,16, nel caso in cui le nostre avversarie siano in vena di abboccate continue. Per quanto concerne la pasturazione, tendenzialmente evitiamo di incollare i bigatti. Piuttosto fiondiamo costantemente durante ogni passata. Eventualmente, ma solo se il fiume presenta dei fondali importanti, potremmo anche decidere di incollare leggermente i bigatti, cosicché la pallina potrà sgretolarsi man mano che raggiungerà il fondo.

PESCARE LE CARPE CON IL FREDDO: Quando pescare?

Il tempo è un fattore da non trascurare. Ci sono dei momenti della giornata in cui questi ciprinidi sono più attivi e rispondono maggiormente alle nostre esche. Stiamo parlando delle ore più calde, dalle 11 alle 15. Questi sono gli orari migliori in cui solitamente le carpe sono più attive e le abboccate sono più frequenti. Naturalmente parliamo della stagione più rigida dell’anno e per questo motivo è sempre meglio preferire giornate più soleggiate, dando sempre un’occhiata sia alle temperature dell’ambiente che dell’acqua.

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