PESCARE A LEDGERING ABBOCCATE COL BOTTO

PESCARE A LEDGERING: TOCCATE DA CARDIOPALMA

Pescare a ledgering un mix di precisione, tecnica e adrenalina con tante abboccate! Ci sono particolari spot dove questa tecnica diventa una valida alternativa per divertirsi, trascorrendo un bel pomeriggio di pesca!

PESCARE A LEDGERING: FORTI EMOZIONI

Per noi che amiamo l’attimo in cui il segnalatore affonda inesorabilmente sotto il pelo dell’acqua, è difficile immaginare una pesca senza il nostro più caro amico. Tuttavia, l’emozione di un’abboccata che si riflette sul cimino della canna è altrettanto entusiasmante. Soprattutto se i nostri avversari sono barbi, tinche e carpe agguerrite. Quando uno di questi pesci decide di assaggiare senza ripensamenti il nostro boccone, facendo sobbalzare la nostra canna, è davvero esaltante.

 

PESCARE A LEDGERING: USCITA SUL FIUME ADDA

Quest’anno pare proprio che l’autunno non voglia ancora arrivare, il tempo è ancora mite e la temperatura dell’acqua rimane stabile senza subire sostanziali cambiamenti.

Ed è proprio in un ottobre che sa ancora di primavera che abbiamo pensato di fare un’uscita a ledgering per cercare di limitare le abboccate della minutaglia e concentrarsi sui pesci di taglia maggiore che pinneggiano indisturbati sul fondale dei nostri fiumi! Abbiamo deciso di sfidare le acque del fiume Adda in un spot particolare che ha una profondità di circa 7 metri, una corrente medio lenta e in cui pinneggiano diversi ciprinidi anche di taglia considerevole. Partiamo senza pretese, solo con la voglia di lanciare in acqua la nostra esca e con l’intento di passare quattro ore in completo relax!

pescare a ledgering pescare a ledgering

PESCARE A LEDGERING: ATTREZZATURA

Per questa uscita decidiamo di portare con noi una canna di 3,50 m. Si tratta di una canna molto sensibile, ma in grado di regalare sempre forti emozioni. Decidiamo di affidarci ad un pasturatore tipo feeder a gabbia del peso di 20 grammi. Come pastura, scegliamo un mix di fondo rossa e pane a cui aggiungiamo un etto e mezzo di bigatti che utilizzeremo anche come innesco. Il nostro intento è sicuramente acchiappare qualche bel barbo, ma non ci poniamo limiti, poiché con questa tecnica può abboccare di tutto! Imbobiniamo il nostro mulinello con uno 0,18 a cui fissiamo, tramite una girella, un terminale lungo 40 cm dello 0,14 a cui leghiamo un amo del n.14 senza ardiglione. Successivamente, fissiamo il pasturatore ad un anti angle, elemento importante per evitare fastidiosi attorcigliamenti in fase di lancio. Preparata la montatura e la pastura, apriamo il guadino, riempiano il pasturatore e lanciamo!

 

PESCARE A LEDGERING: COMPOSIZIONE DELLA PASTURA

Un elemento molto importante per il buon esito di questa pesca è la preparazione della pastura: deve avere la giusta consistenza. Mischiamo i due ingredienti (pastura rossa e pane) e aggiungiamo poca acqua alla volta, fino a creare una piccola palla. La pallina non deve essere troppo compatta, poiché deve sciogliersi e rilasciare i suoi aromi una volta arrivata sul fondo.

PESCA D’ATTESA, MA NON TROPPO…

Trascorre pochissimo tempo e la nostra canna riceve il primo sussulto della giornata, ferriamo prontamente, ci troviamo a lottare con il primo pesce del pomeriggio: un bel barbo che non ha resistito al nostro innesco! Lo guadiniamo, foto di rito e prontamente lo rilasciamo. Trascorre una bella mezz’ora prima di vedere un’altra abboccata. Stavolta è un bel persico. Le abboccate si fermano nuovamente. Decidiamo di insistere, lanciando sempre nello stesso punto, allungando leggermente il terminale a circa 60 cm.

 

La costanza paga…

Arrivano a trovarci le bellissime tinche… che sorpresa! Esemplari di media grandezza che regalano sempre forti emozioni… ne prendiamo una, due , tre… poi si fermano.. proseguiamo alla ricerca del big del giorno che, nonostante tutto, continua a sfuggirci. Nel frattempo, ricominciano a mangiare i barbi con le loro decise abboccate. La pesca si sussegue molto movimentata, finché finalmente abbocca il big del giorno! Abboccata decisa, il cimino della canna si flette senza ripensamenti, ferriamo e la frizione inizia a scattare senza freno.. il nostro avversario prende circa 10 metri di filo, poi si ferma… non sentiamo più tirare, forse è riuscito a slamarsi… iniziamo a recuperare e ci accorgiamo con nostra sorpresa che ha cambiato direzione e ci viene incontro… passa sotto la nostra postazione e punta dritto contro corrente… la fuga è inarrestabile! Si prende 10, 15, 20 metri, poi si ferma… iniziamo il recupero consapevoli della difficoltà… forse è una regina…

Morale: poco dopo la furbasta riesce a rifugiarsi in chissà quale tana. Niente da fare per questa volta. Ha vinto lei, ma la pesca è anche questo. Non può sempre vincere… ciò nonostante, una bella scarica di adrenalina non ce la toglie nessuno!

CONCLUSIONE!

Arrivano le 18 e decidiamo di smontare. Abbiamo trascorso  un bellissimo pomeriggio durante il quale siamo riusciti a catturare barbi, cavedani, persici, tinche e quasi una bella regina… Cosa si può chiedere di più?

 

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