PESCARE A GALLA

PESCARE A GALLA: PROVA A PRENDERMI

PESCARE A GALLA: Frenesia, voglia di partire, adrenalina a mille: ecco le sensazioni che prova ogni pescatore quando arriva il momento di andare a pesca, prendere le canne e passare la giornata sulle sponde di un fiume.

Sono emozioni uniche e difficili da spiegare a chi non vive questo sport. Spesso le persone ci guardano come se fossimo degli extraterresti e stralunati ci rivolgono sempre la solita domanda: “come fai a guardar fisso per ore un galleggiante che sparisce nell’acqua?”. Per evitare discussioni, generalmente rispondiamo con un timido “ognuno ha i suoi hobby”, anche se in cuor nostro sappiamo benissimo che si tratta di una questione molto più profonda e complessa. Questa emozione diventa incontenibile quando arriva il momento di esplorare un nuovo spot, sperimentare una nuova tecnica, oppure quando abbiamo la fortuna di trovare la “zona magica” in cui pinneggiano solo pesci di taglia, lì pronti ad aspettarci! In questi attimi siamo così felici che sembriamo come dei bambini davanti ad un negozio pieno di giocattoli.

In particolare, c’è una tecnica che amiamo praticare durante la bella stagione, una pesca speciale alla ricerca dei pesci più astuti del fiume: la pesca a galla! A quale pescatore non è mai capitato di vedere dei pesci proprio sotto riva pinneggiare tranquillamente indisturbati, lì belli rilassati a prendersi un po’ di sole? Avete notato cosa succede appena vi avvicinate? Vedono la nostra sagoma e si trasformano in tanti piccoli flash velocissimi pronti a rintanarsi nei fondali. Da bambini era sempre un’emozione vedere tutti quei pesci a galla, anche se non riuscivamo mai a prenderne uno! I principali pesci erano sempre loro, grossi cavedani da 1,5/2kg che instancabilmente mangiavano tutta la pastura, lasciando indenne la nostra esca… Sembrava veramente che fossero andati a scuola, abbiamo impiegato qualche anno per capire il perché di tale comportamento, spendendo ore e ore a cercare di studiare il modo per ingannarli.

PESCARE A GALLA: una pesca estrema

Trarre in inganno un cavedano a galla in acqua completamente ferma o in leggerissima corrente, secondo noi è una delle pesche più difficili e snervanti che si possano praticare. Tuttavia, è anche una delle pesche più emozionanti e ricche di soddisfazioni, perché la difficoltà è sempre molto elevata ed ogni cattura non avviene mai per caso.

È una tecnica principalmente effettuata con le roubasienne. Queste canne sono davvero micidiali. Pescando praticamente sotto la punta della canna, la ferrata è immediata e lascia poco scampo all’avversario che cade nell’inganno. Eppure questa tecnica non è praticabile ovunque, perché richiede spazi ampi, rive pianeggianti e purtroppo non sempre è facile trovare le condizioni adatte per praticarla. Perciò, ci sono due alternative: o si utilizza una lunga canna fissa con elastico, oppure è il momento di ripiegare sulla classica bolognese. Effettuare questa tecnica con la bolognese non è semplicissimo, ma se praticata correttamente, i risultati non tarderanno ad arrivare!

PESCARE A GALLA: cosa pescare?

Pescare a galla significa andare alla ricerca principalmente di grossi cavedani che durante la bella stagione decidono di staccarsi dal fondo e pinneggiare quasi in superficie, o comunque nei primi 50 cm d’acqua. È anche vero però che può abboccare veramente di tutto! Infatti, anche i pesci di fondo vengono richiamati dalla nostra pastura e cominciano a risalire verso la superficie per conquistarsi qualche bel boccone. Per cui, durante queste sessioni di pesca, non è raro incontrare anche gardon, breme, barbi, carassi, scardole e qualche bella carpa. Ovviamente quando i nostri avversari aumentano di taglia, avere la meglio è quasi una mission impossibile. Nonostante ciò, ricordatevi che in questa pesca nulla è scontato e non è affatto raro riuscire a prendere avversari che normalmente mangiano ad altezze differenti.

PESCARE A GALLA: puntare ai cavedani

Abbiamo trascorso parecchio tempo a studiare i nostri avversari e abbiamo scoperto qualche informazione interessante che vogliamo condividere con voi. Innanzitutto, al primo lancio di bigatti, spuntano subito i primi oversize nella zona in cui abbiamo gettato i nostri bachi. Questi colossi non assaggiano immediatamente l’esca ma, osservano, studiano, ci girano intorno e aspettano diversi secondi prima di decidere di assaggiarla. È un po’ come quando andiamo a fare la spesa e arriviamo al banco frutta/verdura. Osserviamo scrupolosamente per diversi secondi i prodotti esposti, così da scegliere i migliori e i più gustosi. È un istinto naturale che attiviamo inconsciamente per acquistare il bene migliore presente fra i tanti…

Tornando ai cavedani: non tutti assaggiano l’esca. Nonostante non ci siano fili o ami, alcuni pesci desistono in attesa di nuovi bocconi. Per cui, al fine cercare di ingannare questi esemplari, occorre escogitare particolari strategie. Ricordatevi, inoltre, che se l’esca presentata non assume le stesse caratteristiche di quelle gettate in pastura, state pur certi che non verrà minimamente presa in considerazione dai nostri avversari.

PESCARE A GALLA: strategie

Visto il comportamento di completa diffidenza dei nostri avversari, la presentazione dell’esca deve essere perfetta. La prima regola da considerare all’inizio di ogni sessione di pesca è verificare che la nostra esca, una volta gettata in acqua, cali con la stessa velocità degli altri bigatti lanciati come pastura. Sembra una banalità, ma è la regola basilare di questa tecnica. Se la nostra esca cala più lenta o più veloce rispetto ai bigattini gettati come pastura, i cavedani mangeranno tutte le esche ad eccezione della nostra che scorrerà verso valle senza che venga minimamente presa in considerazione. Una scena snervante che, se ripetuta più e più volte durante una giornata, diventa estenuante.

PESCARE A GALLA: montatura

Partiamo dal monofilo. Per forza di cose, dobbiamo pescare con galleggianti piccolissimi e montature leggerissime, per questo occorre imbobinare il mulinello con un buon 0,12 che ci permetterà di lanciare qualche metro più in fuori rispetto al punto in cui stiamo pescando. Scegliamo, inoltre, un galleggiante leggerissimo, non superiore ai 0,20 grammi, con forma allungata e possibilmente a filo passante. L’astina può essere sia rossa che gialla, in quanto le passate saranno brevi e circoscritte nel raggio della lunghezza della canna. La piombatura deve essere interamente distribuita sopra l’asola/ferretto/micro-girella e disposta tutta raccolta in un unico punto con pallini del n. 13. I pallini devono essere disposti a circa 25 cm dall’asola. La distanza indicata non è la regola, occorre sempre modificare la spaziatura in base all’andamento dell’esca, mentre scende verso valle.

PESCARE A GALLA: il terminale

Come terminale, utilizziamo diametri sottilissimi di nylon dello 0,09, 0,08 o 0,07 a seconda della risposta dei nostri avversari. Scegliamo un amo piccolissimo rigorosamente senza ardiglione del numero 22, 23, 24, 25 o 26 a seconda sempre di come rispondono i nostri avversari. Suggeriamo un’ampia scelta, perché ogni spot ha le sue regole. Vi sono zone in cui il pesce subisce una forte pressione di pesca ed è molto più sospettoso e per ingannarlo dobbiamo per forza utilizzare attrezzi più leggeri. Al contrario, vi sono altri spot in cui il pesce risponde bene anche con attrezzatura leggermente più “grossolana”. La lunghezza del terminale dovrà essere contenuta e non superiore a 25 cm. Le abboccate del cavedano sono fulminee e un terminale troppo lungo potrebbe ritardare l’avviso dell’abboccata con contestuale ferrata a vuoto.

PESCARE A GALLA: innesco del bigattino

Ovviamente l’innesco dovrà avvenire appena sotto pelle del bigattino, a metà corpo in modo che ricada verso il basso come le larve che verranno gettate in acqua come pastura. Non cadete nel tranello! Non vale la pena effettuare altri inneschi, perché, anche se puntate ad avversari meno diffidenti e più voraci, non è detto che, in quel particolare spot, si comportino differentemente dai cavedani.

PESCARE A GALLA: scelta della canna

Abbiamo lasciato per ultima la scelta della canna, poiché strettamente correlata allo spot di pesca. L’ideale è cercare di pescare sotto la punta della vostra bolognese, lasciando poco spazio tra la punta della canna ed il vostro galleggiante. Per questa tipologia di pesca, servono canne abbastanza lunghe e leggere. Pertanto, è indispensabile utilizzare attrezzi non inferiori ai 7 metri. Se invece volete pescare a vista, oltre ad indossare degli ottimi occhiali polarizzati, vi occorrono attrezzi più leggeri che vi permetteranno una maggiore reazione all’abboccata dei vostri avversari. I cavedani cedono all’inganno solo per pochissimi secondi, quindi una 5 metri è sicuramente l’attrezzo più indicato per questa pesca.

Ovviamente in questo articolo stiamo parlando di pesche effettuate praticamente a pochi metri dalla vostra postazione e ci sono sicuramente altre tecniche per pescare a galla a lunghe distanze, ad esempio con galleggianti piombati che tratteremo in un altro articolo. In ogni caso, per questa pesca vi consigliamo attrezzi leggeri realizzati in fibra di carbonio ad azione progressiva che vi aiuteranno in caso di ferrata di un grosso avversario.

PESCARE A GALLA: azione di pesca

L’azione di pesca è abbastanza semplice, occorre fiondare una manciata di bigatti e gettare la lenza proprio in mezzo alle esche lanciate. Le passate devono essere brevi e corte, le abboccate saranno fulminee ed arriveranno nei primi attimi di pesca. Inizialmente i cavedani saranno in competizione alimentare, per questo motivo, sarà più semplice ingannarne qualcuno. Successivamente diventeranno più sospettosi e la difficoltà aumenterà col passare delle ore. Nonostante questo, il richiamo dei bigattini sarà irresistibile e se la vostra esca scenderà costantemente con lo stesso andamento delle altre, non mancheranno di certo le abboccate!

Perché a galla?

La domanda che qualcuno potrebbe porsi è: perché far fatica, quando ci sono tecniche più facili da praticare per trascorrere un bel pomeriggio di pesca? Se come noi siete amanti delle sfide, vi assicuriamo che questa è un’occasione unica per mettersi alla prova. Quando vediamo tutti quei cavedani a galla pinneggiare indisturbati è come se ci sussurrassero: “Ehi tu! Prova a prendermi se ci riesci…” possiamo non provarci? È una sfida talmente bella per lasciarsela sfuggire! Ottenere ottimi risultati in questa tecnica non è semplice, ma è molto gratificante. Catturare 10 cavedani oversize con lenze estreme è un’emozione troppo grande per smettere di provarla.

Avete già letto gli altri nostri articoli pubblicati sulla rivista? Date un’occhiata a questo link!

 

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