MEDUSE: GELATINE NEL MARE

Meduse: creature sinuose ed eleganti

Meduse: affascinanti… quanto urticanti

Cari amici pescatori,

le vacanze sono alle porte, avete preparato la valigia? L’ombrellone e le creme solari?

Bene! Oggi abbiamo preparato un articolo a tema che tratta di un antico nemico dei bagnanti: le meduse!

Entriamo in atmosfera vacanziera: la sabbia è rovente e siete completamente arsi dal sole… davanti a voi una distesa di acqua cristallina… sembra il paradiso in terra… infilate la maschera, siete pronti a buttarvi… quando dal mezzo del mare sentite un urlo terrorizzato di donna: meduseeee meduseeeee!

Subito si attiva il vostro recettore radar da esperto pescatore, indossate la maschera e iniziate a scrutare ogni millimetro di acqua trasparente… per fortuna il fondale è bianco ed ecco che ne scorgete una, due, tre, quattro, dieci… che creature ammalianti, flessuose ed aggraziate… peccato che “pungano” da morireeeee

MEDUSE: come sono fatte?

Le meduse appartengono alla famiglia degli Cnidari. Sembrano dei plancton giganti tanto che il loro corpo gelatinoso è composto al 98% da acqua.

Viste da vicino assomigliano ai vermetti gommosi della Haribo…

MEDUSE: che forma hanno?

Bè chi non ha mai visto una medusa?

Indimenticabile la loro forma simile ad un ombrello fatto di pudding al caramello, la loro consistenza molliccia e i loro temuti tentacoli!

Non sappiamo voi… ma vederle galleggiare pacificamente, morbide e leggere nell’acqua ci dà un immenso senso di pace… se non fosse che poi ci ricordiamo di quella dannata volta che ci hanno “colpito”!

MEDUSE: tentacoli urticanti

Spesso quando siamo in spiaggia sentiamo urlare donne e bambini: ahiaaaa una medusa mi ha morso! Una medusa mi ha punto! Sfatiamo questo mito: le meduse non mordono e non pungono… ma soprattutto non ci attaccano… siamo noi ad andarci addosso! Ma allora… sto dolore allucinante da dove viene? I loro tentacoli sono dotati di capsule minuscole fortemente urticanti che si chiamano cnidocisti.

MEDUSE: cosa succede quando le tocchiamo?

Le meduse usano i loro tentacoli come difesa dai predatori e come strategia di attacco per paralizzare le loro prede! Infatti, le microcapsule situate sulla superficie dei loro tentacoli si aprono al contatto e rilasciano filamenti urticanti. In particolare, rilasciano delle tossine che possono essere più o meno nocive per l’uomo e che hanno queste funzioni: paralizzante, infiammatoria e neurotossica. Certo non faranno male come la scarica rilasciata dalle torpedini, però sicuramente non è piacevole!

MEDUSE: come si spostano?

Fino a pochi anni fa era credenza assoluta che le meduse fossero trasportate dalla corrente e che fossero in grado di muoversi solo dall’alto verso il basso e viceversa. Un recente studio del 2015, invece, ha rivelato che sebbene si tratti di creature mollicce, sono in grado di decidere dove e come spostarsi!

E come fanno? Semplicemente come degli esperti surfisti cavalcano le correnti, cavalcano le onde per prendere la direzione desiderata!

MEDUSE che abitano nel Mediteranneo

Dobbiamo iniziare con una breve premessa. Negli ultimi anni si può parlare di una vera e propria invasione di meduse nei nostri mari a causa di due problemi principali:

  1. innalzamento della temperatura delle acque che ne ha favorito la proliferazione;
  2. inquinamento e cementificazione dei litorali che ha modificato notevolmente gli ecosistemi. In particolare, ha ricreato l’habitat ideale per la proliferazione e la diffusione di colonie.
Ma quali specie abitano i nostri mari?

Abbiamo fatto una breve ricerca e abbiamo trovato un articolo molto interessante del National Geographic dal titolo “Meduse del Mediterraneo”.

Le specie più presenti sono:

  1. Pelagia noctiluca → medusa di colore rosato che abita prevalentemente nel Tirreno. È chiamata anche medusa luminosa, perché di notte diventa fosforescente ed è visibile nel mare. Rilascia una tossina tossica che genera bruciore intenso e segni rossi simili a frustrate sulla pelle;
  2. Rhizostoma pulmo → abita nell’Adriatico e nello Ionio → i suoi tentacoli di norma non risultano urticanti;
  3. Cotylorhiza tubercolata → chiamata anche medusa tubercolata → non ha tentacoli e vive in particolare nell’Adriatico → non è urticante;
  4. Velella Velella → la Velella in realtà non è un singolo individuo, ma una colonia. Infatti, sotto il tipico ombrello si nascondono altre piccole meduselle alla ricerca di cibo. È anche soprannominata la “barchetta di San Pietro”, perché è costituita da una cresta a forma di triangolo che come una vela viene sfruttata per muoversi e cambiare direzione → le sue tossine sono innocue per l’uomo;
  5. Caravella Portoghese (Physalia physalis) → anche in questo caso si tratta in realtà di una colonia di organismi strettamente dipendenti ed interconnessi. È molto velenosa, rilascia tossine in grado di provocare forti dolori e in alcuni casi anche l’arresto cardiaco;
  6. Cubomedusa Carybdea Marsupialis – vive lungo le coste spagnole. Fa parte della famiglia della “vespa di mare” (Chironex fleckeri) tipica dei mari australiani e di recente oggetto di cronaca → il veleno può provocare serie ustioni.

Ci teniamo a segnalare che negli ultimi anni sono state individuate circa 12 specie aliene per la maggior parte di proveniente dal Canale di Suez.

Per avere un’idea e capire di cosa stiamo parlando, date un’occhiata alla gallery pubblicata sul National Geographic!

MEDUSE: Usanze e credenze per sopravvivere al bruciore e all’irritazione dei tentacoli urticanti

In questi giorni ne abbiamo sentite di tutti i colori! Sui giornali, alla tv… ognuno ha sfoderato la sua arma segreta per lenire il bruciore e sopravvivere alle meduse. Ecco le usanze e credenze più assurde:

  • fare la pipì sulla bruciatura… d’altronde anche la pipì è fatta di ammoniaca…
  • usare una carta di credito come spatola per liberarsi di eventuali rimasugli… d’altronde chi non porta la carta di credito in spiaggia?
  • buttarci sopra della sabbia rovente…  ustione sull’ustione
  • chili e chili di aceto… non potete immaginare il doloreeee
  • buttarci su dell’alcool… inteso anche come la vodka… un po’ come buttare su del liquido infiammabile sul barbecue… siamo sicuri?
  • preparare una pappetta a base di chiodi di garofano da mischiare bene con un po’ olio… un bel soffritto insomma;
  • usare del dentifricio… pura freschezza al mentolo.

MEDUSE: rimedi efficaci in caso di incontri del terzo tipo

Ovviamente quelle citate sopra sono solo credenze popolari e sono del tutto inefficaci. Pertanto, se doveste entrare in contatto con delle meduse, ecco dei piccoli accorgimenti da seguire:

  • sciacquare con acqua salata;
  • rimuovere eventuali pezzetti di tentacoli rimasti sulla pelle;
  • non strofinate la pelle, non grattare;
  • per avere un sollievo immediato è meglio usare gli stick che vendono in farmacia;
  • per alleviare il prurito o il bruciore che possono insorgere anche successivamente, potete andare in farmacia e farvi consigliare la crema migliore da applicare.

MEDUSE: conclusioni

Negli ultimi anni il mare sembra essere pieno di questi animaletti gelatinosi… sarà per l’inquinamento, sarà per il surriscaldamento globale, ma confermiamo di averne visti tappeti fittissimi infrangersi sugli scogli, tanto da non riuscire a far affondare il galleggiante  e questo la dice lunga e fa davvero riflettere…

 

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Una risposta

  1. Maria ha detto:

    Quest’anno il mare era davvero zeppo di meduse… in alcune zone ce n’erano una ogni 10 cm… forse è il momento di iniziare davvero a pensare a qualche precauzione…

     

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