Lariosauro: mito o realtà?

Lariosauro: un nuovo Lochness o solo fantasia?

Lariosauro: una leggenda… vivente?

Ci sono dei racconti che da secoli si tramandano da padre in figlio, di generazione in generazione. Racconti pieni di misteri e curiosità, leggende che riguardano i nostri luoghi di pesca… narrate dai nostri nonni, magari al campeggio vicino al fuoco… con lo scoppiettio delle fiamme a far da colonna sonora a queste storie da brividi!
E una tra queste storie ci ha incuriosito più di tutte!
La storia del Lariosauro del lago di Como!

Abbiamo scoperto questa leggenda un po’ per caso. Eravamo in riva al nostro amato lago e c’era un papà che raccontava questa storia ai suoi bambini… la storia ci ha subito affascinato e abbiamo deciso di scovare qualche informazione in più! Ecco qui cosa abbiamo scoperto!

NASCITA DELLA LEGGENDA

La leggenda ha radici nell’immediato Dopoguerra e più precisamente il 18 novembre del 1946, quando il “Corriere Comasco” pubblica un articolo misterioso dal titolo : “La paurosa avventura di due cacciatori – la lotta mortale a colpi di fucile contro il mostro crestato inabissatosi nelle acque del lago!”.

In questo articolo si narra la storia di due uomini che durante una battuta di caccia avvistano nelle acque un mostro crestato di color rosso-bruno e lungo due o tre metri. Impauriti, decidono di sparare all’impazzata ed è così che il mostro si defila, inabissandosi nuovamente nelle profondità del lago.

ALTRE TESTIMONIANZE

Da questo momento le apparizioni si sono moltiplicate e le descrizioni dell’animale sono diventate sempre più contraddittorie: è di colore bruno o grigio oppure è a macchie? È lungo 2 o 4 metri? Si muove velocemente oppure è lento come una lumaca? Queste testimonianze hanno un unico punto comune: la cresta!

Venne pubblicato anche un disegno del mostro, un disegno un po’ paradossale e fantascientifico: un mostro con la coda a ventaglio, squame da pesce e due pinne sotto la gola!

Una creatura simile a quelle dei libri di Jules Verne, una creatura abissale che ama aggirarsi nei fondali oscuri e nelle grotte sperdute del lago più profondo d’Europa.

QUANDO E’ STATO L’ULTIMO AVVISTAMENTO?

L’ultimo avvistamento risale al 2003, quando alcuni pescatori dissero di aver scorso un animale enorme lungo oltre 10 metri. L’animale era molto simile ad un’anguilla e dalle descrizioni assomigliava incredibilmente al Lariosauro… un rettile marino che casualmente si chiama Lario come il Lago di Como… coincidenza?!!!?

LARIOSAURO

Il lariosauro è un rettile marino realmente esistito 230 milioni di anni fa. Lungo al massimo 1,30 metri è dotato di un collo corto e di denti molto lunghi. La sua caratteristica principale però è la forma delle zampe! Sono piccoline e di due tipi: quelle anteriori simili a delle pinne, invece, quelle posteriori palmate per poter facilitare il nuoto.

Quindi parliamo di un animale veramente esistito e che potrebbe essere sopravvissuto e arrivato ai nostri giorni! Non ci sono prove scientifiche della sua sopravvivenza, però sicuramente il Lago di Como potrebbe nascondere una di queste creature nei suoi meandri! Dotato infatti di caverne ed anfratti, profondissimo e misterioso, potrebbe benissimo ospitare una di queste creature!

FOLKLORE O REALTA’?

Sicuramente l’avvistamento di questa creatura ha da sempre affascinato gli amanti dei misteri ed è entrato a far parte della cultura popolare, tanto da aver conquistato uno spezzone della trasmissione “Mistero” e addirittura Davide Van De Sfroos gli ha dedicato un’intera canzone dal titolo “El Mustru“.

E allora: possiamo credere che queste creature siano reali? Si tratta solo di una leggenda? C’è davvero una netta differenza tra un grosso pesce ed un mostro degli abissi come il pesce mandibola?

Non sapremo mai se queste storie sono reali, se hanno qualche fondo di verità, un semplice elemento da cui è poi scaturito tutto il loro mistero. Non sapremo mai se si tratta di vicende trasformate dalla fantasia, ma sicuramente si tratta di vicende tramandate dai nostri avi e che fanno parte del nostro patrimonio culturale e per queste degne di nota! Leggende che ci hanno sempre affascinato e che per questo motivo sicuramente ne saremo portavoce e le tramanderemo ai nostri figli… magari davanti ad un fuoco in una serata primaverile!

 

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