LA TECNICA DELLA PESCA ALLA PASSATA

La Passata, una delle più affascinanti tecniche di pesca.

La Passata è senza dubbio il sistema di pesca più utilizzato nei nostri fiumi. E’ una tecnica molto semplice che consiste nel calare un’esca in acqua facendole raggiungere il fondale. In tal modo l’esca, sostenuta dal galleggiante, scorrerà seguendo un tragitto predefinito, sfruttando la corrente del fiume.

Si tratta di un sistema abbastanza semplice da attuare, ma nello stesso tempo molto complesso che richiede abilità, tecnica e tanta pratica.

La difficoltà principale di questa tecnica riguarda l’esca, o meglio, il modo di presentare l’esca al pesce, così da renderlo meno sospettoso. L’obiettivo è quello di far apparire l’esca nel modo più naturale possibile come se si trattasse veramente di cibo traportato dalla corrente del fiume.

La diffidenza dei pesci aumenta con l’aumentare della pressione di pesca presente in un determinato spot, pertanto occorre sempre escogitare nuovi stratagemmi per indurre i nostri avversari all’abboccata.

Il primo passo per diventare padroni di questa tecnica è quello di costruire bene la montatura (ossia l’insieme di lenza, galleggiante, piombatura e amo). Ovviamente le variabili per ottenere un giusto equilibrio sono infinite e dipendono essenzialmente dallo spot in cui si pesca. Tendenzialmente, la montatura deve essere costruita tenendo presente quattro fattori: la velocità della corrente, la profondità del fondale, le esche impiegate e le specie presenti. Talvolta, questo non basta e bisogna tenere in considerazione un altro aspetto molto importante: la pressione di pesca esercitata in quel posto.

Arrivati sul fiume potreste trovare le seguenti condizioni dell’acqua:

  1. acqua veloce e profondità elevata (zona 1),
  2. acqua veloce profondità bassa (zona 2),
  3. acqua lenta profondità elevata (zona 3),
  4. acqua lenta profondità bassa (zona 4),
  5. acqua ferma (zona 5).

Vediamo come comportarsi in ogni “zona”.

Zona 1 – La passata in acqua veloce e profondità > 2mt;

Questa è probabilmente una delle condizioni più difficili in cui pescare, perché in questa zona si trova il pesce di taglia maggiore! Pertanto sia la montatura che l’attrezzatura dovranno essere adeguati.

Questo è un esempio di montatura da utilizzare in acque con correnti veloci e profondità elevate. In questo caso uso esclusivamente galleggianti con forma a pera rovescia/carota allungata adatti per queste tipologie di correnti e che sono i più indicati per effettuare una adeguata trattenuta dell’esca, in modo da frenare la sua avanzata verso valle e invogliare l’abboccata del pesce. Come piombatura, opto per utilizzare una torpille (ossia un piombo a forma di goccia di misura e peso superiore agli altri che permette di concentrare parte della zavorra in un unico punto) che andrà a tarare circa il 75% della portata del galleggiante. Per il restante 30%, si inseriranno degli altri piombi di adeguata grandezza. Il terminale si unirà al monofilo tramite una girella tripla che a mio avviso con la sua rotazione impedisce con i vari lanci di rovinare il filo utilizzato per legare l’amo.

 

 

Zona 2 – La passata in acqua veloce profondità < 2 mt;

Questa è la condizione principale che spesso mi capita di trovare in alcuni canali e in certi spot dei grandi fiumi. In questo caso preferisco non utilizzare torpille per tarare il galleggiante, in quanto essendoci una profondità minore, si riesce a raggiungere il fondale in minor tempo con solo l’utilizzo di idonea piombatura.

guida del pescatore

 

 

Questo è un esempio di montatura da utilizzare. Generalmente per contrastare la corrente ed effettuare una corretta trattenuta dell’esca si utilizzano dei galleggianti con forma a pera rovescia/carota allungata, le cui dimensioni possono variare in base alla corrente, ma tendenzialmente non supererei i 6 grammi. Come piombatura, effettuerei un bulk di piombini della stessa grandezza che andrà a tarare il 50% della portata del galleggiante. Per il restante 50% si inseriranno degli altri piombi di adeguata grandezza. Anche in questo caso il terminale verrà unito al monofilo madre attraverso una girella tripla.

 

Zona 3 – La passata in acqua lenta profondità > 2 mt;

Queste zone si trovano molto spesso nelle lanche del fiume, ove vi è un bel fondale e una corrente lenta che scorre verso valle.

 

In questa particolare condizione, l’utilizzo dei galleggianti a forma di goccia offre sicuramente una maggiore sensibilità, oltre che offrire prestazioni migliori grazie anche allo scorrere lento del fiume. Le dimensioni di questi galleggianti variano da 1 ai 3 grammi. Come piombatura, si può utilizzare una spallinatura decrescente rispetto al galleggiante aumentando lo spazio verso il finale tra un piombo e l’altro. Questa montatura permette all’esca di scendere in modo graduale verso il fondale e di catturare sia pesci posti sul fondale che a mezz’acqua. Si può optare anche di effettuare una spallinatura con piombi della stessa grandezza posti a intervalli equidistanti fra di loro. Tenete presente che qualsiasi variazione si effettui il risultato finale deve essere quello di presentare l’esca nel modo più naturale possibile.

 

Zona 4 – La passata in acqua lenta e profondità < 2 mt;

Queste sono zone che ritrovo molto spesso nei piccoli fiumi/canali e rogge. Sono spot molto particolari che garantiscono quasi sempre una vasta gamma di catture.

la guida del pescatore

 

 

In questi spot utilizzo dei galleggianti a goccia/affusolati di ridotte dimensioni che non superano quasi mai il grammo. La piombatura viene fatta con una spallinatura di piombi della stessa grandezza posti a intervalli equidistanti con una girella tripla a legare il terminale. Anche in questo caso, opto per una girella tripla. Preferisco fiondare i bigattini lasciando che calino insieme alla mia esca verso il fondale. Successivamente procedo con passate molto lunghe e grazie alle girella tripla evito l’attorcigliamento del terminale.

 

 

Zona 5 – La passata in acque ferme.

Queste zone sono presenti nei grandi laghi e nei laghetti di pesca sportiva.

la guida del pescatore

 

La bolognese non è l’attrezzo migliore da utilizzare, in quanto la tecnica di pesca più efficiente è la pesca al colpo. Pertanto, una roubasienne o una pesca all’inglese potrebbero offrire i risultati migliori. Per chi come me, ama la bolognese, può sempre adattare la sua pesca alle esigenze dello spot. In questi luoghi, effettuo principalmente una pesca a galla estrema con l’utilizzo di minuscoli galleggianti con una micro piombatura a bulk che tara l’80% del peso del galleggiante e una microgirella lega il terminale all’amo. Utilizzo la stessa montatura anche per la pesca sul fondale, ovviamente adattando e aumentando la dimensione del galleggiante e il bulk di piombi.

 

 

Un ultimo elemento da non sottovalutare è la pressione di pesca. In questi spot i pesci sono molto più smaliziati e per indurli nuovamente all’abboccata occorre differenziarsi dagli altri pescatori provando delle soluzioni alternative e adattando dei piccoli accorgimenti come creare una nuova montatura (consiglio sempre di pescare leggero utilizzando galleggianti, piombature e ami di piccola taglia), utilizzare esche alternative e cercare di presentare l’esca nel modo più naturale possibile.

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2 Risposte

  1. Giampiccolo Giuseppe ha detto:

    Complimenti ottima lezione di oesca

     

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