Il senso dell’acqua

Il senso dell’acqua: da quando ho iniziato a pescare, non ho mai smesso di imparare.

Il senso dell’acqua: ogni uscita, ogni corso d’acqua, ogni cattura, ogni tecnica regala sempre qualche piccola nuova informazione… non c’è un limite alla conoscenza, c’è sempre da imparare, da migliorare e forse è proprio questa la bellezza della nostra passione dove tutto è semplice, ma nulla è scontato e nulla è mai come sembra.

Spesso mi dicono: “la pesca è uno sport facile, basta gettare una lenza con un amo e aspettare, non c’è gusto, è noiosa, è un hobby adatto alle persone anziane…”.

Quante ne ho sentite! Immagino sarà capitato anche a voi di avere una discussione con qualche persona che ha un pensiero un po’ astratto della pesca. Non sono mai riuscito a capire la filosofia di certe persone e ho anche imparato che a volte è meglio lasciar perdere e smettere di spiegare cosa vuol dire veramente pescare. Ho cercato tante volte di sfatare quel luogo comune che associa la pesca allo stare immobile ad aspettare un’abboccata, perché diciamocelo per quanto sembri di star fermi, non lo si è mai.

Il senso dell’acqua: voglia matta di imparare

Quando ero solo un ragazzino, volevo migliorarmi e andavo sempre alla ricerca di qualche bel pesce. Mio padre spesso mi diceva: “quando capirai il senso dell’acqua, sarai in grado di pescare ovunque e catturare anche i pesci più grandi”. Una frase che per un ragazzino voleva dire tutto e niente… Quando ero piccolo non c’era internet con i suoi forum, i social, i blog e l’informazione sulla pesca avveniva tramite le riviste o i programmi TV. Ho sempre sentito parlare di tecniche, di attrezzatura, di itinerari, ma sul senso dell’acqua nulla… Non ci sono libri che ti spiegano cosa sia, come si acquisisca, come si evolva, non esiste una guida e quindi? Cos’è? Come si può imparare una cosa se non c’è nessuno che te la insegna?

Tutte domande lecite per un ragazzino che voleva solo catturare qualche pesce di taglia. Ovviamente fu mio padre ad indirizzarmi sulla giusta via, facendomi osservare il fiume, il suo scorrere veloce, i suoi mulinelli, le sue correnti, i suoi fondali e insegnandomi alcuni dettagli che mi aprirono un mondo di conoscenza infinita che solo col tempo e la passione riuscii pian piano a comprendere.

Il senso dell’acqua: esistono delle guide/manuali?

Dopo più di 30 anni di pesca, ho capito perché non esiste una guida o un tutorial preciso su questo argomento, perché è impossibile da realizzare. Il senso dell’acqua non è altro che il frutto di tutte le esperienze di pesca che ognuno di noi acquisisce durante ogni sessione. Sono tutte esperienze diverse una dall’altra che ci vengono insegnate dai corsi d’acqua in cui peschiamo, dal clima e dal comportamento dei nostri avversari. Un’infinità di informazioni che possono variare da luogo a luogo e da persona a persona. Secondo noi, può considerarsi un ottimo pescatore quella persona che, oltre ad avere una grande padronanza della tecnica, ha anche acquisito un’enorme esperienza che gli consente di catturare un pesce in qualsiasi condizione.

Il senso dell’acqua: l’esperienza

La conoscenza deriva dallo studio e come tutte le cose anche la pesca ha bisogno del suo tempo. Ci vuole tempo per riconoscere le varie specie presenti nei nostri corsi d’acqua, capire cosa mangiano, come si nutrono dove preferiscono sostare, tutti elementi che si possono tranquillamente trovare su qualsiasi manuale di pesca. Ho iniziato così, leggendo e approfondendo un argomento che mi appassionava tantissimo. Oltre alla teoria, però, c’è anche la pratica e le uscite di pesca sono fondamentali. Infatti, per quanto si possa studiare sui manuali, è la pratica che consolida le tue informazioni, approfondendo sul campo quanto letto sui libri.

Ma come farlo? Ponendoci delle domande! A tutti è capitato di fare capotto… e quando succede dobbiamo chiederci il perché. “Cosa ho sbagliato? Cosa devo migliorare? Ho scelto la posizione migliore? Perché non ho preso nulla?”. Tante piccole domande a cui dobbiamo cercare di dare una risposta. Una volta elaborata una teoria, è il momento di farla nostra e ritentare nello stesso spot dove siamo stati sconfitti. Scoprire il perché non siete riusciti a prendere un pesce quel preciso giorno e in quel determinato contesto, vi regalerà un’immensa soddisfazione, perché sicuramente avrete imparato qualcosa in più sulla vita dei vostri avversari che vi consentirà di non commettere nuovamente gli stessi errori, costruendo così il vostro senso dell’acqua!

Il senso dell’acqua: l’osservazione

Un altro fattore molto importante, utile per costruire e migliorare il vostro senso dell’acqua, è trascorre il proprio tempo libero sui fiumi, laghi o canali ad osservare quello che succede sotto il pelo dell’acqua o nelle immediate sponde. A volte basta semplicemente indossare degli occhiali polarizzati per scoprire tanti piccoli dettagli difficili da cogliere ad occhio nudo durante una sessione di pesca. Stiamo parlando di dettagli fondamentali, come individuare dove staziona il pesce in un determinato spot, il suo comportamento in presenza di correnti sostenute, scoprendo magari anche dove preferisce appostarsi in particolari situazioni.

Ad esempio, durante le nostre uscite abbiamo scoperto alcune particolarità riguardanti i cavedani come la scelta di raggrupparsi sotto sponda, un luogo perfetto in cui la corrente viene smorzata, oppure come alcuni esemplari preferiscano ripararsi dietro un grosso masso che increspa e smorza l’acqua. Questi sono solo due piccoli esempi molto banali che ci permettono di capire come affrontare una pescata in determinati spot. A volte cerchiamo i nostri avversari nel bel mezzo della corrente ed invece sono tutti a riva, o viceversa. Ecco un piccolo esempio capitato proprio di recente. Siamo andati a pescare in uno spot con corrente lineare, ma sostenuta, una bella buca e fondale ghiaioso, praticamente il regno del barbo. Eppure durante la nostra sessione di pesca non abbiamo preso praticamente nulla, se non qualche piccolo pigo isolato.

Il senso dell’acqua: è fondamentale porsi delle domande

Ci siamo chiesti il perché… siamo tornati sul posto per cercare una risposta e alla fine, osservando bene la zona, abbiamo notato la presenza di alcuni cormorani in quel tratto. Una piccola lampadina si è accesa nella nostra mente: “e se per caso la maggioranza dei pesci hanno deciso di spostarsi per sfuggire proprio da questi predatori?”. Abbiamo perlustrato il fiume e 50 mt più a valle cambia del tutto, la corrente aumenta drasticamente ed il fondo diventa sassoso e ricco di ostacoli e nascondigli. Osservando il corso d’acqua, abbiamo individuato una zona in cui la corrente scorre da 8 grammi e non da 15.

Per cui, abbiamo deciso di provare a gettare la lenza. In questo tratto, abbiamo trovato quei barbi che 50 metri più a monte avevamo solamente sognato. Non sapremo mai se la nostra teoria sia stata giusta, infatti, vi possono essere altri innumerevoli fattori che potrebbero aver inciso sullo spostamento dei pesci. Resta il fatto, però, che la sconfitta è stata un incentivo a cercare una risposta, l’osservazione ha prodotto una teoria e la passione ha fatto il resto…

Il senso dell’acqua: pescare in spot diversi

Sicuramente è un elemento che aiuta tantissimo ad aumentare il proprio bagaglio di esperienze, perché come abbiamo sempre detto ogni fiume ha le sue regole, alcune si ripetono e altre sono esclusive. Pertanto, pescare sempre in spot diversi ci permette di accumulare informazioni differenti che ci consentono in tante occasioni di evitare fastidiosi capotti. Pescare in spot sempre nuovi ha anche un altro vantaggio: mettere alla prova la vostra preparazione.

Quando affrontiamo uno spot conosciuto, partiamo sempre avvantaggiati, perché abbiamo imparato a conoscere le specie presenti, i punti migliori dove stazionano i pesci e le piccole regole che governano quel determinato posto. Spostandoci in spot completamente nuovi, dobbiamo ripartire da capo. Quale modo migliore per testare la nostra esperienza? In una nuova zona di pesca dobbiamo capire dove posizionarci, ipotizzare quali specie sono presenti, dove preferiscono principalmente stazionare… insomma una serie infinita di scelte che determineranno la buona riuscita della nostra sessione di pesca.

Il senso dell’acqua

Oltre il rispetto per la natura e i pesci, secondo noi questo è uno dei requisiti più importanti che può permettere ad un pescatore di migliorare e togliersi parecchie soddisfazioni. Quando guardate un corso d’acqua in cui non avete mai pescato, siete in grado di capire la zona in cui è sicuramente possibile prendere un pesce? Siete in grado di capire in base al meteo ed alle condizioni dell’acqua, se oggi riuscirete a prendere qualcosa? Ecco: se siete in grado di dare delle risposte a queste semplici domande, avrete sicuramente iniziato un percorso molto importante che vi consentirà di costruire e migliorare il vostro senso dell’acqua.

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