GRANDE PALLAVICINO: LA MAGIA DELLA PASSATA

Grande Pallavicino: correnti veloci, acque limpide, fondali bassi, pesci scaltri e maestosi

Grande Pallavicino: scopriamo insieme le caratteristiche di questo canale che attraversa la Pianura Padana, prima di mescolarsi con le acque dell’Adda

Il Grande Pallavicino, utilizzato principalmente per scopi irrigui, è alimentato dal Fiume Oglio e raggiunge la sua portata massima durante bella stagione. Al contrario, durante l’inverno il livello dell’acqua tende ad abbassarsi e il pesce ama rintanarsi nelle varie buche disposte lungo il suo corso.

Una pesca di ricerca, non sempre comoda che metterà a dura prova la vostra esperienza! Una pesca non semplice, ma che vi assicuriamo sarà ricca di intense emozioni!

Grande Pallavicino: quali specie ittiche si possono pescare?

Il Grande Pallavicino è popolato da alborelle, vaironi, pighi, barbi, savette, scardole, carpe e tanti cavedani! La caratteristica principale di questo canale è la presenza di grossi esemplari di pighi che possono tranquillamente avvicinarsi ai 2kg di peso. Dei veri e propri colossi che si lasciano ingannare più facilmente soprattutto durante l’inverno! Ma attenzione, ecco la vera notizia: durante le nostre uscite non abbiamo visto né catturato pesci alloctoni ed è forse questa la sorpresa più inaspettata…

Grande Pallavicino: quali regolamenti sono vigenti?

Questo tratto del Grande Pallavicino è gestito dalla FIPSAS, pertanto la pesca è consentita solamente ai tesserati. Inoltre, questa particolare zona è regolamentata “dal bacino n. 9 Fiume Oglio”. Tale regolamento è consultabile sul nostro sito www.guidadelpescatore.com nella sezione “Regolamenti di Pesca”.

Grande Pallavicino: quali tecniche utilizzare in questo spot?

È sicuramente lo spot ideale per gli appassionati della pesca a passata con la canna fissa o bolognese. Sconsigliamo l’utilizzo della roubasienne per questioni di spazio e sconsigliamo l’utilizzo della pesca a ledgering, poiché i fondali sono spesso insidiosi e il rischio di incaglio è molto alto.

È possibile, invece, praticare lo spinning alla ricerca di qualche grosso cavedano e perfino di qualche altro predatore, ma anche in questo caso il rischio di incaglio è sempre molto elevato.

Grande Pallavicino: la nostra esperienza

Un canale molto affascinate, talmente affascinante che la sua atmosfera ci ha fatto riaffiorare tanti bei ricordi, ricordi di quando da bambini ci divertivamo facendo una passata di movimento ed esplorando metri di fiume in paesaggi particolari!

Questo canale durante l’inverno va affrontato così! Infatti, le acque basse e limpide impediscono la passata statica. Ogni cattura mette immancabilmente in allarme tutti i pesci presenti nelle vicinanze e riuscire a vedere un’abboccata successiva nello stesso posto è veramente molto difficile.

Una pesca semplice, basta avere con sé lo stretto necessario: una canna, un giubbetto con l’essenziale (piombi, galleggianti, girelle, ami, qualche filo per terminali), un guadino, uno slamatore, un contenitore per bigatti e tanta voglia di pesca… non serve altro!

Grande Pallavicino: attrezzatura

Noi abbiamo utilizzato una bolognese da 7 metri, ma vista la larghezza ridotta delle sponde è possibile pescare anche con una 6/5 metri. Considerata la scelta di una pesca di movimento, abbiamo abbinato un mulinello di taglia 2000, leggero, ma nello stesso tempo molto efficace.

Come monofilo, abbiamo utilizzato un buon 0,16, in quanto non vi è alcuna necessità di lanciare lontano con montature leggere, perciò ci è sembrato un buon compromesso.

Grande Pallavicino: montatura

Decidere la montatura in questo canale prima di averlo visto è sempre un po’ un azzardo, poiché il livello non è sempre costante. Durante le nostre uscite abbiamo visto il canale con delle variazioni di 10-15 cm che modificano non poco la corrente del Naviglio e di conseguenza anche la montatura. Tuttavia, abbiamo sempre scelto un segnalatore variabile tra lo 0,5 e i 3 grammi.

La piombatura viene eseguita a scalare, inserendo i piombi più pesanti vicino al segnalatore, scalandoli di peso man mano che si arriva alla girella.

Come terminale, sconsigliamo di scendere sotto lo 0,10, poiché viste le taglie dei nostri avversari e la corrente, sarebbero più i pesci persi che quelli presi. Come ami, abbiamo utilizzato la linea G-Barbless della Gamakatsu, variando dal n. 20 al n. 16 a seconda delle abboccate dei nostri avversari.

Vi raccomandiamo di portare sempre con voi un guadino con un manico piuttosto lungo, poiché le sponde non sono sempre comode e talvolta per guadinare un pesce si deve superare un buon dislivello.

Grande Pallavicino: azione di pesca

Ricerca, tecnica e costanza sono i tre elementi che caratterizzano la pesca sul Pallavicino. Il pesce va cercato in particolar modo durante il periodo invernale quando i nostri avversari amano radunarsi nelle buche. Per questo motivo, non tutti i tratti offrono le stesse chance di catturare un bel big.

Stiamo parlando di un naviglio molto tecnico e difficoltoso. Per riuscire a catturare qualche bel pesce, è necessario far scorrere la propria lenza in zone particolari del canale alla ricerca continua di quei punti in cui l’acqua rallenta e vi assicuriamo che non è affatto semplice.

Bisogna essere costanti ed insistere, sperimentando e modificando la montatura, così da provare ad ingannare i nostri avversari.

Una volta individuata una buca, occorrerà fiondare i nostri bigatti a monte e far scorrere il nostro segnalatore lungo la linea di pesca… se qualche bel big ha deciso di pinneggiare proprio in quel tratto, non tarderà ad abboccare!

Il nostro consiglio è di non soffermarvi troppo in un punto, una volta catturato un pesce, a meno che non si tratti di un pigo o di un barbo, vi consigliamo di spostarvi e provare in un’altra buca. Scoverete dei pesci sani e forti che non vi faranno affatto pentire di aver scelto di trascorrere una giornata sul Grande Pallavicino.

Se siete alla ricerca di maggiori informazioni, date un’occhiata al nostro articolo pubblicato sulla rivista “Pesca In”

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