FERRUCCIO GABBA SI RACCONTA

Ferruccio Gabba: campione del Mondo di Pesca al Colpo

Ferruccio Gabba e la pesca: due chiacchiere con la stella della pesca italiana

Cari Amici Pescatori,

a maggio abbiamo avuto la fortuna di essere accolti in casa Tubertini e di incontrare personalmente il campione del mondo Ferruccio Gabba!

Un uomo, un pescatore, un campione con una carriera piena di indimenticabili successi e soddisfazioni, pilastro della nostra nazionale e della società “Lenza Emiliana Tubertini”. Un garista dotato di enorme talento, “sesto senso” e dalla preparazione eccellente!

FERRUCCIO GABBA E TUBERTINI

È stata un’esperienza unica ed incredibile durante la quale abbiamo avuto la possibilità di osservare da vicino la sede di una delle società di pesca più importanti del nostro Paese. Siamo rimasti fortemente colpiti dall’ambiente ospitale, socievole e dall’aria familiare che si respira. Un’azienda dai grandi valori che ha fatto della qualità il suo cavallo di battaglia.

Appena siamo entrati è stato come trovarsi nel Paese dei Balocchi… un magazzino quasi infinito di attrezzatura… mai vista una quantità di articoli di pesca tutti insieme! Eravamo su di giri e non sapevamo più da che parte girarci, sembravamo due bambini in un negozio di caramelle! Ferruccio è stato davvero gentilissimo e si è proposto di farci da Cicerone tra questa infinità di articoli! Ci ha accompagnato alla scoperta delle caratteristiche della loro attrezzatura, mostrandoci le preziosissime tecniche utilizzate e la grande passione che sta dietro la costruzione di ogni singolo elemento. Inutile dire che saremmo rimasti ore e ore ad ascoltare i suoi preziosissimi consigli, cercando di carpire ogni elemento e dettaglio importante!

FERRUCCIO GABBA: DUE CHIACCHIERE CON IL CAMPIONE

Ed è così che tra una chiacchiera e l’altra, ci ritroviamo a parlar di pesca! Laura non sta più nella pelle e vuole subito scoprire da dove ha inizio la sua storia e da dove nasce la grandissima passione che ha per questo sport… è da questa domanda iniziale che comincia la nostra bellissima chiacchierata con il campione del mondo Ferruccio Gabba!

Ferruccio Gabba

Ferruccio, iniziamo dal principio… sei un campione indiscusso, hai un talento innegabile, un’esperienza di pesca infinita… e quindi voglio farti subito una domanda a brucia pelo… cos’è per te la pesca? Dove nasce la tua passione per questo sport? Raccontaci di te!

Per farvi capire tutto da dove è cominciato, voglio raccontarvi un aneddoto. Tenete presente che ho iniziato a pescare quando ero ancora piccolissimo. Andavo ogni sera con mio padre in un corso d’acqua vicino casa. Mi piaceva da matti pescare tanto che non vedevo l’ora di arrivare e rimanere sulle sponde del torrente finché c’era abbastanza luce per farlo!

Ho iniziato a gareggiare da giovanissimo, considerate che non avevo ancora 14 anni ed ero già in testa al campionato provinciale della mia città, Reggio Emilia. A quel tempo le gare erano solo puro divertimento, finché non arrivò il momento che cambio tutto! Non ci rederete mai! Mi impedirono di proseguire e partecipare alle gare successive, perché non avevo la licenza di pesca (all’epoca si poteva fare solo a 14 anni). Pianti a non finire. In fondo ero solo un ragazzino che iniziava a praticare questo sport e non desiderava altro che divertirsi. È stato un trauma, ma anche la molla che mi ha spronato. Da quel preciso momento, la pesca è diventata la mia più grande passione.

Quindi per tornare alla tua domanda iniziale “cos’è per me la pesca”: la pesca è la mia passione, è diventata la mia vita e fa parte di me sin da quando ero bambino.

Ti ricordi il primo pesce che hai catturato?

Il primissimo in assoluto non me lo ricordo, però vi racconto un episodio molto divertente. Ero con mio padre a pescare nel torrentello vicino casa, avrò avuto sei/sette anni. Ad un tratto si agganciò un pesce enorme, una carpa gigantesca che mi diede subito un gran filo da torcere. Dopo una battaglia quasi infinita, naturalmente come nei grandi classici, si slamò. Al posto di scappare, rimase ferma sulla riva dove c’era pochissima acqua. A quel punto, preso dall’agitazione, mi sono avvicinato per cercare di prenderla… peccato che il pesce fosse talmente grosso da trascinarmi nel canale!

Qual è il pesce che preferisci insidiare quando sei a pescare per divertimento, al di fuori delle gare?

Naturalmente i pesci che ti danno maggiore soddisfazione sono i classici esemplari presenti nei fiumi, parliamo quindi di cavedani, barbi, savette e pighi. Nonostante ciò, devo ammettere che dopo aver partecipato per tanti anni a gare di alto livello, il fatto stesso di mettersi in gioco e cercare di catturare un pesce risveglia in me sempre un po’ di competizione, e quindi a questo punto riuscire a catturare qualsiasi pesce ti dà sempre una grandissima soddisfazione…

perché è una sfida…

Esatto è una sfida, ma riguarda principalmente te stesso. Lo stesso avviene durante le gare. A volte capita di partecipare e magari anche di vincere, tuttavia non ti senti del tutto soddisfatto, perché nonostante la vittoria, ti sembra di non aver dato il massimo e che molto probabilmente potevi fare qualcosa di più. A questo punto la gara assume un valore diverso: diventa una sfida con sé stessi, piuttosto che una competizione con gli altri.

Ferruccio Gabba si reca in un nuovo spot, quali sono i primi elementi che osservi?

Prima di tutto devi valutare bene il periodo dell’anno in cui ti trovi. Come sapete, il pesce ha delle reazioni diverse in base alle varie stagioni. Sicuramente durante l’inverno l’attività del pesce è molto limitata rispetto all’estate. Durante questo periodo dell’anno, è meglio evitare di pasturare in quantità eccessive ed è preferibile optare per esche vive, più proteiche, sicuramente molto più produttive. Durante l’estate, invece, quando il pesce è nel pieno della sua attività predilige maggiormente gli sfarinati, le granaglie, il mais. Il secondo elemento da osservare quando si arriva per la prima volta in un nuovo spot è sicuramente l’acqua.

Osservare la corrente ci permette di comprendere dove potrebbe stazionare il pesce e il posto in cui scorre più facilmente il nutrimento. È da qui che nasce il classico istinto, il famoso “senso dell’acqua”.

E quindi quando vai su un fiume, appena arrivi, sai già se ci sono dei pesci?

Sì, dopo aver raccolto queste informazioni, tra cui anche la temperatura dell’acqua, sei già in grado di sapere se ci sono pesci e dove potrebbero stazionare. Ad esempio, durante l’inverno è difficile riuscire a catturare un pesce in zone caratterizzate da acqua limpidissima e in presenza di una corrente molto lenta. Durante questo periodo dell’anno il pesce ama nutrirsi e stazionare nei punti in cui l’acqua è più mossa e con maggior corrente. Durante l’estate, invece, può avvenire l’esatto contrario. Il pesce che è in attività già da un po’ di tempo potrebbe iniziare a cercare il cibo anche dove l’acqua è più lenta.

Arrivo in uno spot, inizio a pescare ed il pesce risponde bene. Ad un certo punto le abboccate si fermano. Cosa è successo?

Non è così matematico rispondere. Potrebbero essere successe tante cose. Potrebbe essere arrivato un esemplare enorme che ha spaventato gli altri pesci, oppure potrebbe essere cambiata la luce. Magari prima i pesci non percepivano la tua presenza vicino all’acqua e l’ombra potrebbe averli spaventati. Altrimenti, potresti aver sbagliato la pasturazione. Usando gli sfarinati, può capitare. Sicuramente la pastura a inizio sessione è più bagnata, poi via via con il passare del tempo può iniziare ad asciugarsi. In questo caso, tenderà a sciogliersi troppo in superficie, allontanando il pesce dalla tua linea di pesca.

Qual è la canna da pesca preferita da Ferruccio Gabba e quali sono secondo te le caratteristiche che la rendono perfetta ed affidabile?

Non ho una canna da pesca preferita in assoluto. Generalmente uso la roubasienne, l’inglese e la bolognese. Ognuna, però, è in grado di regalare grosse soddisfazioni, ma anche altrettante delusioni. Per quanto riguarda le caratteristiche, sicuramente dipende dalla tecnica di pesca, perché non tutte richiedono le stesse performance. Inoltre, la scelta della canna è abbastanza soggettiva, non ci sono delle caratteristiche assolute che possono andare bene a tutti i pescatori. È una questione di gusti e preferenze personali.

Per quanto mi riguarda, preferisco delle canne abbastanza pronte, rigide nella parte dell’impugnatura e più paraboliche nella parte della cima. Il motivo è semplice: una canna progettata in questo modo ti permette di essere molto più preciso nel lancio. Essendo l’impugnatura piuttosto rigida, non ha ondulazioni in fase di lancio che diventa molto più preciso. Inoltre, anche in fase di ferrata è più pronta. Tuttavia, questa tipologia di canna prevede una certa esperienza. Al contrario, una canna più parabolica è più facile da usare, perché in fase di ferrata, ad esempio, è in grado maggiormente di attutire e correggere eventuali errori.

Per te quanto è importante insegnare bene la tecnica ai ragazzi e avvicinarli al mondo della pesca?

Mi piace ricordare questa frase di Confucio: “dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita”. Non basta quindi insegnare la tecnica, ma è fondamentale insegnare come approcciare un posto di pesca, capire dove stazionano i pesci, scegliere le esche migliori e soprattutto imparare ad analizzare quali sono gli elementi utili per comprendere uno spot… la pesca è un mondo talmente vasto e ricco di variabili che è difficile calcolarle tutte.

Chiaramente in un primo momento, è essenziale insegnare le basi: imbobinare un mulinello, stringere un piombo, montare la canna, legare un amo. Tuttavia, non è questo a fare la differenza. Un bravo pescatore ha imparato ad approcciare un posto di pesca, a comprendere quale tecnica utilizzare in un determinato posto. È in grado di vagliare e considerare ogni variabile che può verificarsi in quel preciso momento e soprattutto valutare la reazione scaturita da ogni azione scelta.

E quindi adattarsi…

Esatto! Il più grosso errore che si può commettere è pensare di aver capito tutto, o quasi tutto, di un determinato posto o di un determinato pesce. Lo stesso pesce pescato oggi, pescato domani, pescato in un posto piuttosto che in un altro, ha delle reazioni completamente diverse. Il pesce è un animale e ha le stesse reazioni che possono avere cani e gatti che siamo abituati a vedere tutti i giorni. Se dai da mangiare carne tutti i giorni ad un cane, quando gli offri dei croccantini magari non li mangia e viceversa. Per questo motivo, per esempio, mi piace osservare il comportamento degli animali di inverno quando nevica, perché ti permette di vedere e scoprire i loro percorsi, i luoghi in cui preferiscono avvicinarsi, gli ostacoli che evitano … e il pesce si comporta proprio nello stesso modo.

Ogni tanto ci vorrebbe una telecamerina subacquea, perché siamo certi che sono lì sotto a guardarci…

Ci sono! Quando riesci ad agganciare un pesce di qualsiasi tipo, sappi che per prenderne uno, sicuramente ce ne sono centinaia che hanno guardato la tua esca, l’hanno presa in bocca e non ti sei accorta. Riesci ad imbrogliare forse l’1% dei pesci presenti.

Loro sono lì da qualche parte, non li vedi, ma ci sono. Sanno benissimo che stai cercando di catturarli e quello che riesci ad ingannare è l’esemplare che in quel momento ha un’estrema necessità di mangiare. È ben cosciente del fatto che se abbocca al tuo amo, lo catturi. Quando è talmente stressato e affamato, mangia qualsiasi cosa anche se non gli piace. È un po’ come noi: se non mangiamo per un giorno, impazziamo. Partendo da questo presupposto devi cercare di imbrogliarli, per fregarli il più possibile.

Per concludere questa chiacchierata, ecco il domandone finale di Guida del Pescatore: credi nella scaramanzia? Se qualcuno ti augura “buona pesca”, fai gli scongiuri?

Quello no, non sono assolutamente scaramantico, anzi forse sono troppo calcolatore! Fondamentalmente sono un garista, per me l’importante è il gruppo, la presenza di un team che si aiuta e si scambia informazioni. La collaborazione e la condivisione tra più persone è sicuramente ciò che aiuta di più anche a livello di risultati e di conseguenza tutto il resto non è importante.

Grazie mille Ferruccio per la bellissima chiacchierata e per averci fatto scoprire la passione e l’enorme lavoro che sta dietro ad una società italiana di altissimo livello come Tubertini!

Avete già letto la nostra intervista a Daniela Ferrando? Cosa aspettate! Date un’occhiata a questo link e buona lettura!

 

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