Daniela Ferrando e le sue Fishing Ladies

Intervista a Daniela Ferrando: campionessa di surfcasting e promotrice dell’associazione Fishing Ladies 

Daniela Ferrando e le sue Fishing Ladies: due chiacchere con la stella del surfcasting italiano

Cari Amici Pescatori,

nei giorni scorsi abbiamo avuto l’occasione di fare due chiacchere con una persona molto importante nel panorama della pesca. Una donna, una campionessa che ha gareggiato per 9 anni con la maglia della nazionale vincendo ben 2 medaglie d’oro ai mondiali di surfcasting, vice C.T. di varie categorie, una giornalista, una scrittrice e un’istruttrice federale di pesca… esatto… state pensando bene! Siamo riusciti ad intervistare la stella del surfcasting italiano… Daniela Ferrando!

Daniela è una donna gentilissima, molto disponibile e davvero carismatica. Una persona alla mano, in grado di travolgere chiunque con il suo entusiasmo. La pesca è la sua vita e la passione per questo sport è palpabile.

Inoltre, è promotrice di un’associazione veramente importante: le Fishing Ladies!

Non vogliamo svelarvi tutto… fermiamoci qui e… scopriamo insieme la sua associazione…. e qualche consiglio per chi come noi per la prima volta si affaccia al surfcasting! Buona lettura a tutti noi!

Daniela, prima di tutto vorremmo parlare della tua associazione: come è nata e il suo scopo.

L’associazione Fishing Ladies nasce 10 anni fa. All’epoca ero già una giornalista e grazie anche alla lungimiranza della mia casa editrice e del mio editore – anch’essa una donna – abbiamo deciso di intraprendere questo percorso. In quel periodo c’erano tante donne che pescavano, ma non venivano prese sul serio, anzi! Eravamo considerate le “veline della pesca”! Volevo provare a cambiare questa concezione e per farlo sono partita da un’idea fondamentale. Non esistono pescatori maschi o femmine: esistono appassionati di pesca. Questo era il messaggio che volevo trasmettere. Sono sempre stata per la totale parità: non ci sono sconti per le donne quando si parla di agonismo, ma non ci devono essere neppure discriminazioni. Purtroppo, invece, avveniva il contrario.  Io stessa vivevo queste disparità. All’inizio della mia carriera quando andavo a fare le gare, mi dicevano: “Signora mi raccomando lanci dritto”, ed io pensavo: “chissà se ad un uomo direbbero una cosa del genere!”. Finché, col tempo, le donne a pesca sono diventate una normalità. Tanto che oggi se vediamo delle donne partecipare ad alcune gare, oppure semplicemente pescare su un fiume, una spiaggia, una scogliera, ormai non ci si stupisce più.

     

Eppure devo dire che a volte quando una ragazza viene vista pescare su un corso d’acqua, ecco che viene guardata con una leggera ironia… tuttavia, devo ammettere che sono gli uomini un po’ agée ad avere ancora dello scettiscismo…

Brava! Quello è il loro pensiero e ormai è difficile da cambiare. Quello che sono riuscita a fare, però, è comunicare questa idea alle nuove leve. Una volta la pesca era per gli uomini, e come tante altre attività era un terreno esclusivo. Un “luogo” in cui si rifugiavano per scappare dalla famiglia o per evadere dal lavoro. Oggi la società è cambiata e con essa la vita delle persone. In una coppia ormai si lavora entrambi e quindi: o si condividono le stesse passioni, oppure diventa difficile poter passare del tempo insieme. Certo non è tutta colpa degli uomini. Spesso le donne si auto-precludono la possibilità di scoprire il mondo della pesca…

Non ci provano neanche…

Esatto, che poi per carità mica a tutte piace. Questo ci collega anche ad un’altra cosa che mi chiedono sempre gli uomini “ma come faccio a far piacere la pesca alla mia compagna?”. Non ci puoi fare niente. È una magia. Nel momento in cui una persona prende in mano una canna, abbocca un pesce e sente un’emozione, è in quel momento che rimane stregata e probabilmente questa persona è “fregata” per sempre. Viceversa, ci sono persone che in quell’attimo non percepiscono nulla e quando è così, c’è poco da fare…

Per me la pesca è una potenza, è un qualche cosa di gigantesco. Catturare anche solo un pesciolino, per me vuol dire essere riuscita ad ingannare il mio avversario, esser stata più intelligente, aver trovato la giusta soluzione… insomma: è un piacere per la mia mente.

Le Fishing Ladies organizzano eventi, lezioni, seminari?

Anno dopo anno, passo dopo passo, ci siamo fatte conoscere e abbiamo costruito ciò che siamo. Durante questi dieci anni abbiamo organizzato diverse iniziative. Per esempio, ricordo che in concomitanza con la fiera Mondo Pesca, organizzata nella città di Carrara, veniva garantito l’ingresso gratuito alle donne e venivano organizzate delle gare di pesca femminili.  Nonostante ciò, ti dico la verità: il vero scopo dell’associazione è arrivare all’integrazione tra uomini e donne appassionati di pesca, senza alcuna discriminazione.

   

Effettivamente di fronte ai nostri avversari siamo tutti uguali…

Brava, questa è l’impronta che ho voluto dare. Oggi il termine Fishing Ladies è così diffuso che non è più identificato come appartenenza all’associazione. Le donne sono tutte considerate Fishing Ladies e questa per me è una grandissima soddisfazione.

Tornando al discorso di prima, c’è un appuntamento che non è mai mancato in questi anni: la premiazione annuale delle Fishing Ladies. Durante questo evento viene premiata la Fishing Lady dell’anno, una donna che nell’ambito delle pesca si è contraddistinta in modo particolare. Tra le tante, abbiamo premiato anche Simona Pollastri e Flavia Santoro.

Inoltre, tutti gli anni consegniamo un premio alle benemerite dell’associazione ed alla più piccola Fishing Lady dell’anno. Abbiamo avuto il piacere di premiare bambine piccolissime, la più piccola aveva 9 mesi.

Abbiamo attribuito anche dei premi speciali. Quando le ragazze della pesca al colpo ebbero un incidente in Africa, tutta la squadra fu premiata per il grande coraggio. E non dimentichiamoci della prima donna italiana che ha partecipato ad un Europeo dalla barca. Per noi è stato un grandissimo traguardo. Considera che al giorno d’oggi c’è ancora chi crede che una donna a bordo porti sfortuna.

  

Ho visto che le Fishing Ladies non hanno un sito. Come fa una pescatrice a rintracciarvi ed iscriversi?

 E’ vero l’associazione non ha un sito. Inizialmente, vi era una sezione dedicata alle Fishing Ladies sul sito della casa editrice.  Infatti, come dicevo, l’associazione è nata anche grazie alla lungimiranza del nostro editore, Randa Eid. Per questo motivo, quando hanno deciso di chiudere il sito della casa editrice, l’associazione non ha più avuto uno spazio on line. Tuttavia, oggi è possibile trovare all’interno delle nostre quattro riviste (Pesca da Terra, Pesca In, Pesca in Mare e Carp & Catfishing) un’intera pagina riservata alle Fishing Ladies. In queste pagine, non soltanto vengono trattati i temi relativi alle donne, ma è possibile trovare anche un coupon con tutte le indicazioni per iscriversi all’associazione. Al momento dell’iscrizione si riceve una maglietta, un cappellino e una tessera per usufruire di alcuni sconti presso i negozi convenzionati. Questa idea è nata tanti anni fa, quando pensai che dovevano esserci dei negozi dove le mie Fishing Ladies potessero andare a comprare in tutta tranquillità. Dei negozi che prestassero addirittura una maggior considerazione alle donne e soprattutto applicassero una scontistica particolare. Ad oggi, sono circa un’ottantina i punti vendita che hanno aderito. Ricordo anche che l’associazione ha un pagina Facebook molto attiva.

Quanti numeri di iscritte conta l’associazione?

L’associazione conta 300 iscritte e per esser in Italia non sono poche…

Tra le varie attività di cui è promotrice la Fipsas, vi sono anche quelle didattiche.. È un argomento che ci sta molto a cuore. Infatti, quest’anno abbiamo organizzato una scuola di pesca “Ragazzi a Pesca” in collaborazione con la Fipsas di Monza e Brianza. Siamo rimasti stupiti dall’alto numero di adesioni e dalla curiosità suscitata da questo sport. Secondo te, quanto è importante insegnare le tecniche di pesca, il rispetto per la natura e degli animali ai giovani di oggi?

Sono componente della Commissione didattica nazionale e sono un istruttore federale di pesca surfcasting. Per me è importantissimo che i bambini si avvicinino a questo sport. La pesca ha una valenza educativa grandissima. Sembrerà strano, ma quelli che per noi sono dei gesti normalissimi come alzare una canna, tenere un filo teso, aprire un archetto e lanciare un piombo in realtà per i bambini sono molto difficili e quindi gli insegnano coordinazione ed attenzione.

 L’aspetto che mi ha davvero colpito durante le lezioni di “Ragazzi a Pesca” è stata proprio l’attenzione che hanno prestato per ogni singolo passaggio che spiegavamo…

Sono molto interessati, perché è una cosa che differisce da ciò che sono abituati a conoscere. È uno sport manuale che riesce a creare in loro delle emozioni e curiosità.

Cambiamo argomento: è il momento dei consigli. Hai qualche consiglio da dare alle giovani donne che hanno iniziato da poco ad avvicinarsi al mondo della pesca?

Il messaggio che vorrei prima di tutto trasmettere è questo: nel mondo della pesca c’è tanto spazio per loro. L’Italia offre davvero molto! La pesca è divertimento, è uno sport che si pratica all’aria aperta, facendo del moto a costo quasi zero. Per chi, invece, si vuole affacciare all’agonismo, vorrei dire che vi sono tante possibilità di riuscire ad ottenere grosse soddisfazioni e magari togliersi qualche sfizio… come girare il mondo. La pesca è stata la mia vita e sono addirittura riuscita a fare della mia passione il mio lavoro. Penso che qualsiasi donna, se lo vuole, possa fare altrettanto! 

Quali sono gli elementi importanti da conoscere per iniziare a pescare con la tecnica del surfcasting? Arrivo in spiaggia: come faccio a capire dove calare la lenza? Per me è tutto uguale…

Esatto una persona che si affaccia per la prima volta al surfcasting, davanti ha solamente il cosiddetto mare d’acqua. Sembra tutto uguale. La pesca da questo punto di vista è interessantissima. Ti insegna a diventare attenta ai particolari, al mondo che ci circonda. Sicuramente il primo aspetto da sviluppare è la capacità di leggere la spiaggia, un elemento che è in grado di fornirci tantissime indicazioni. La spiaggia si legge dal colore del mare, dalle onde, dalla sabbia, dalla costa, dalla tipologia della battigia.

Sono tanti i fattori che bisognerebbe insegnare a chi si affaccia per la prima volta a questo sport, ma soprattutto non dimentichiamoci di trasmettere la passione. La pesca come tutti gli sport prevede che si pratichi molto e con costanza di modo che piano piano ogni cosa diventi naturale. Ognuno di noi, infatti, costruisce una sua idea di ripetibilità degli eventi. Ci sono delle situazioni, delle condizioni, delle circostanze che mano a mano diventano ricorrenti ed inizi a vedere che accadono sempre. Si creano così quelli che noi chiamiamo i cosiddetti paletti, ossia delle circostanze che per noi da quel momento diventano certezze. Man mano che questi fattori riaccadono, diventano anche automatici e naturali. Nel caso del surfcasting, un esempio fra tutti è il lancio inteso come gesto atletico. È un po’ come andare in macchina. Solo provando e riprovando, diventa naturale. Chiunque voglia iniziare a pescare dovrebbe frequentare qualche corso accreditato, così da condividere le proprie esperienze. Sicuramente in questo modo la crescita sarà più rapida.

Nell’era di Internet è praticamente impossibile che oggi qualcuno non sappia trovare informazioni su come effettuare una montatura o un nodo. Anzi forse su Internet, Facebook c’è anche troppo. Però bisogna fare attenzione: spesso a voler bruciare troppo rapidamente le tappe, c’è il rischio che il percorso diventi più lungo. 

   

Le condizioni climatiche hanno un ruolo fondamentale nella pesca. Quanto influiscono nel surfcasting?

Influiscono tanto, soprattutto per la tipologia di prede che si vogliono insidiare. Per chiunque pratichi il surfcasting, la scaduta di mareggiata è qualcosa di atavico. Fin da subito ci viene insegnato che durante la scaduta di mareggiata ci saranno le catture più belle, quelle più grosse. In realtà, anche questa idea è un po’ cambiata. Personalmente a me piace la quantità, la velocità, la pesca con tante prede, insomma con tanto divertimento. Amo particolarmente la pesca con mare calmo, perché mi piace pescare il pesce che pinneggia staccato dal fondale. Detto così sembra un controsenso dato che il surfcasting è una pesca di fondo. Una volta era impensabile, ma al giorno d’oggi ci sono varie metodologie che permettono di catturare pesci che solitamente non si nutrono sul fondale. È un tipo di pesca più interessante, più intrigante che secondo me regala parecchie soddisfazioni.

Per concludere questa chiacchierata, ecco il domandone finale di Guida del Pescatore: credi nella scaramanzia? Hai un portafortuna o un rito propiziatorio che metti in pratica prima di iniziare a pescare?

Quando facevo le gare, avevo un rito: parlare con il pesce. Nel momento in cui avevo la segnalazione sul cimino e avevo la mia preda, iniziavo un discorso a voce alta con il pesce che andava avanti finché non era arrivato a riva. Lo rassicuravo per tutto il tragitto. Serviva a me per mitigare la tensione e sembrava che facendo così tutto potesse andare per il meglio. È un’abitudine che mi ha sempre accompagnato in tanti anni. Per il resto non sono per niente superstiziosa. Se mi dicono buona pesca, non me ne può fregar de meno. La pesca viene considerata da molti come una questione di fortuna ed in tanti ritengono che il fattore C influenzi almeno il 70 % sulla riuscita. Per me, il fattore C influenza un 10 %. È chiaro che: se siamo entrambe a pescare, prendiamo tutte e due un pesce, il mio è 15 cm e il tuo è 25 cm… bè, diciamo che è entrato in gioco il fattore C. Tuttavia, se siamo a pescare, io faccio 10 pezzi e tu ne fai uno… allora quella è bravura. E lo dimostra il fatto che chi è bravo e ottiene dei risultati, lo fa sempre ed in ogni luogo. La pesca non è influenzata dalla fortuna, il nostro è uno sport!

Grazie mille a Daniela per la bellissima chiacchierata e grazie alle Fishing Ladies per promuovere ogni giorno la pesca femminile in Italia.

 

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *