BARBI A GOMMA: ADRENALINA PURA

BARBI A GOMMA, TECNICA, RICERCA, COSTANZA E FURIOSE PARTENZE: UN COCKTAIL DI EMOZIONI!

Barbi a gomma: una sfida dalle mille soddisfazioni

Ho sempre guardato con una certa ammirazione questo pesce, aerodinamicamente perfetto per pinneggiare nella corrente, un pesce dalla coda maestosa e dai muscoli possenti che lo annoverano tra le specie di fiume più potenti, nonostante la sua dimensione.

Il barbo è una specie gregaria che ama grufolare il fondo alla ricerca di cibo, ma che non disdegna affatto cibarsi anche di piccoli pesciolini. E’ un esemplare che ama sostare sul fondo in mezzo alla corrente, ma che non disprezza restare in acque più calme riparandosi dietro tronchi e rami che smorzano la corsa del fiume.

Barbi con le esche artificiali?

Ho sempre associato questo pesce alla sola tecnica della passata e alla pesca a fondo. In realtà, i ciprinidi hanno un forte istinto predatorio, seppur non così spiccato come nel luccio, nel persico trota o nei salmonidi.

Questo aspetto consente di ampliare la ricerca del barbo (e di altri ciprinidi) con esche artificiali di vario tipo, quali piccoli minnow, rotanti e, ancora meglio, con esche siliconiche.

Barbi a gomma: come possiamo stimolare questi pesci ad attaccare la nostra esca?

Per indurre all’abboccata qualche barbo, usiamo una canna lunga circa 5 metri che ci permette di raggiungere i correntoni dove pinneggiano i nostri avversari, cercando di calare possibilmente l’esca in verticale pescando proprio sotto la punta della canna. Questa operazione è importantissima per avere un maggior controllo dell’artificiale stimolando maggiormente l’abboccata dei barbi.

Barbi a gomma: quale tipologia di canna utilizzare?

Sicuramente, per questa pesca, vi sarà venuta in mente una classica bolognese e, secondo me, potrebbe anche funzionare. Personalmente, mi trovo benissimo con canne artigianali mirate a questo tipo di pesca con la gomma, come possono essere quelle prodotte da RL minnow.

In ogni caso, suggerisco di scegliere canne in carbonio molto leggere, dal fusto fine, dotate di una schiena medio rigida ed una punta molto molto sensibile con un casting di circa 0-8gr. Queste canne offrono la possibilità, in fase di cattura, di poter accorciare le sezioni e ridurre la leva a favore del pesce, diminuendo in maniera consistente il tempo di battaglia necessario per portare a riva il nostro avversario.

Barbi a gomma: quale mulinello è meglio utilizzare per questa pesca?

Scelto il modello di canna, dobbiamo decidere quale mulinello abbinare. Optiamo per un mulinello di piccola taglia, dato che questa tecnica presuppone molto movimento e può capitare di ritrovarsi a pescare in posizioni non propriamente comode. Personalmente preferisco abbinare un 1.500 della  Daiwa – serie Legalis. Tuttavia, anche altre marche possono essere valide, l’importante è che non superino la taglia 2.500.

Il rapporto di recupero del mulinello consigliato per questo tipo di pesca è di 5:1, ovvero che ad ogni giro di manovella corrispondano 5 giri di bobina. Si tratta di un rapporto di recupero veloce che consente di portare il pesce fuori dalla corrente e quindi di guardinarlo il prima possibile.

Barbi a gomma: quale monofilo utilizzare?

Vista la difesa energica di questo pesce, le poderose fughe e la furbizia nel rifugiarsi in qualche tana o dietro qualche ostacolo sommerso, è importante attrezzarsi bene, imbobinando il mulinello con un buon monofilo. Personalmente non scendo mai al di sotto di uno 0.18.

Barbi a gomma: come scegliere la misura della jig head?

Una volta scelta la canna, il mulinello ed aver caricato il nostro monofilo in bobina, è il momento di parlare della jig head (testa piombata) che andrà scelta sempre in base al luogo in cui peschiamo, analizzando attentamente la velocità dell’acqua e la profondità dello spot.

La jig head altro non è che un amo con in testa, al posto della consueta paletta o anello, una testina piombata di forma rotonda, che può anche assumere le più svariate forme. Ecco le jig head che preferisco:

A destra una tipologia di jig head, mentre a sinistra una tipologia di esche siliconiche

Generalmente utilizzo una jig head che varia dai 2 ai 6 grammi al massimo, fissata su un amo di misura 1/0… ma facciamo qualche esempio!

Se siamo in presenza di una corrente lenta con una profondità fino a max un metro, possiamo permetterci di pescare leggeri, ovvero con una jig head compresa tra i 2 ed i 5 grammi.

Diversamente, se dovessimo trovare una corrente lenta, con una profondità intorno ai due metri, forse sarebbe il caso di aumentare il peso della jig head, passando dai 5 gr in sù, a seconda dell’intensità della corrente.

Come capire se avete scelto la giusta testa piombata?

Per rispondere a questa domanda dovete considerare che l’obiettivo della vostra esca è quello di raggiungere il fondo il prima possibile, mantenendo successivamente il controllo dell’artificiale. Se la corrente è troppo elevata, vi accorgerete di non aver il controllo e la giusta sensibilità dell’esca, pertanto dovrete aumentare il peso della jig head.

Barbi a gomma: quale esca scegliere?

Bene, ora che abbiamo scelto la nostra jig head, è il momento di scegliere la nostra esca siliconica!

La scelta che ci pone il mercato in termini di siliconici è infinita. Si può scegliere tra tantissime forme, colori e dimensioni. Personalmente preferisco gli shad, ovvero i siliconici con la codina a paletta (vedi foto).

Per le dimensioni, mi affido a shad che vanno dai 5 agli 8 cm max ottenendo ottimi risultati. Per quanto riguarda i colori, invece, mi adeguo sempre alle caratteristiche dell’acqua.  Il mio consiglio è quello di utilizzare colori sgargianti (giallo, rosa fluo, ecc.) in condizioni di acqua sporca, al contrario consiglio di utilizzare colori più naturali (verde, marrone, bianco, ecc.) in condizioni di acqua pulita dove i pesci sono invece più sospettosi.

Barbi a gomma: in quali spot è meglio praticare questa pesca?

È preferibile praticare questa tipologia di pesca su fiumi di dimensioni medio piccole che non superino mai una larghezza di 15/20 metri. Ricordate sempre che dobbiamo raggiungere la zona in cui i nostri avversari pinneggiano cercando di mantenere la giusta sensibilità sull’esca in modo tale che rimanga continuamente a stretto contatto con il fondo.

Barbi a gomma: azione di pesca!

Prima di tutto, è essenziale avvicinarsi allo spot nel modo più silenzioso possibile, risalendo il fiume così da non farci vedere dai pesci che nuotano controcorrente. Una volta raggiunto lo spot di pesca non rimane che calare la nostra esca in acqua.

Come calare l’esca in acqua?

Possiamo calare l’esca in due modi:

  • verticalmente → l’artificiale deve lavorare a stretto contatto con il fondo. Dobbiamo farlo saltellare lentamente 2-5cm, effettuando una passata sondando tutta la corrente in diversi punti;
  • tenere la gomma leggermente staccata dal fondo 1-2cm, effettuando una passata che sfrutta la corrente.

Si tratta di una pesca molto tecnica che ha bisogno di molta pratica per ottenere buoni risultati. Vi assicuriamo che indurre un barbo ad assaggiare la nostra esca siliconica non è semplice, ma sarà sicuramente una bella emozione. Come per tutte le tecniche di pesca, i buoni risultati hanno bisogno di molta pratica, volontà e tanta, tanta passione. Sicuramente la prima volta che un barbo finalmente si attaccherà alla vostra esca, sarà un’emozione indimenticabile!

Conclusione

La pesca al barbo con esche artificiali è veramente entusiasmante, perché indurre questo ciprinide a mostrare il suo istinto predatorio così da ingolosirlo e condurlo ad attaccare la nostra esca siliconica non è un’impresa semplice… ma, vi assicuriamo che è una grandissima soddisfazione! Inoltre, riteniamo che questo tipo di pesca vi farà vivere ancora più intensamente la ricerca e la cattura di questo formidabile avversario!

 

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